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sabato 28 aprile 2007

La Gigia II - The Revenge

Con colpevolissimo ritardo, eccoci qui a narrar delle gesta che furono, del nostro ennesimo sabato sera spersi per il mondo. Stavolta presenti, PapàAndy (politico di dubbia fama), Amico Paky (addetto al versamento del vino negli apparati appositi), Amica Carmy (la voce della coscienza... Mangia... Stai attento... Mangia... Mangia...), Sorella Valentella Paperella (after d piscin... stanca, ma pur sempre sia Sorella che Paperella), Mammaval (con le tette di fuori come tutti facevano osservare) e... udite udite... Zia Biancoletta, la Vacchia Perug-brindisina alla riscossa. Ovviamente c'ero pure io, Piccoloema al proprio posto di comando a capotavola (a capotavola perchè sono il più piccolo e perchè così il seggiolone non da fastidio a nessuno).


Luogo del misfatto: di nuovo, La Gigia (che, riperto ancora una volta, si pronuncia La Jijia... e da qui in poi lo do per assodato, va bene?), in quel di Lucca (e tutta Pisa ce lo puppa come dicono le FNO).


Affetti dalla nostra mitica dislessia temporale, siamo ivi giunti con il modico ritardo di un'oretta. Appena entrati, Gigio ci ha subito riconosciuto, ci ha accolti calorosamente e ci ha relegati nel fondo più profondo del locale, distanti da tutti e tutti (del resto, come dargli torto? Quello è pur sempre un luogo pubblico... avrà pure lui una certa reputazione!); amichevolmente, eravamo nel "Lager".


Comunque, ci siamo appropinquati ed asseggiolati e la tovaglia, come al solito, ha cominciato a coprirsi variamente di scritte, più o meno (soprattutto meno) intelligenti. Con Gigio abiamo fatto un patto: portargli prima o poi una micro-tovaglia con cui arredare il localino ameno e simpatico. Piccoloema, con la penna in mano, ha cominciato i propri grafomani deliri, mentre gli altri variamente ridevano, suggevano avidamente il Nettare di Bacco (vino, scemini) e parlavano di varie ed eventuali (mamma mia, questa mi sa tanto di punto finale di riunione di condominio).


Comincio col riportare un piccolo stralcio di conversaione


Piccoloema "Zia, devo fare ruttino"


Zia Bincolissima "Fallo, basta che ti giri verso tuo padre"


PapàAndy "No, non lo fare sennò ti esce tutto il latte"


Che ne dite? E' un buon inizio, o almeno è un inizio decente?


Giustamente, si è cominciato col mangiare... del resto, che ci siamo andati a fare? Solo per far lavare i piatti a Mammaval ome l'altra volta? Ma no... ma no...


L'ANTIPASTO


Prima del pasto, si inizia con l'antipasto, "questa insulsa tradizione che risale alla notte dei tempi... o almeno alla sera dei tempi, và... Ma si può? Un pasto prima del pasto, in modo da rovinare l'appetito prima della magnata?" (Piccoloema dixit). Ovviamente, tutti gli altri non erano dello stesso parere... del resto siamo in democrazia, che ci posso fare? Morale: i grandi e la Sorellozza hanno pulito i piatti in men che non si dica, Piccoloema per non essere da meno il pitto l'ha lasciato pulito.


PRIMO


Il primo, in raltà è diviso in due. Ossia no metà porzione a testa, ma il doppio della varietà di pasta rispetto al numero uno. In pratica, per farla breve e venire incontro alle vostre scarse capacità mentali, o lettori di questo blog, c'erano le immancabili pappardel on cinghial (così fa più internescional) e una nuova specialità della cucina italiana: i tor t\d elloni. Nessuno sa cosa siano e nessuno riesce a capirlo. Potevano essere o torTelloni o torDelloni a seconda delle capacità audiometriche dell'avventore. Ovviamente il sapore cambiava a seconda della lettera; buono in entrambi i casi, ad ogni modo. Io... sigh... sono riuscito ad affogrmi; mi sono andate di traverso due o tre T.


SECONDO


Il secondo è ciò che giunge dopo il primo. Nello sport è il perdente, in economia è la società concorrente sfigata e stronza, alla Gigia è molto più semplicemente la Carne. Arrosto misto, per la precisione. Come si cucina? Facile. Gigio si mette alla finestra del locale con un bazooka a puntamento laser con girospcopio di infinitesima precisione. A questo punto si mette a sparare a qualsiasi cosa si muova ed abbia sembianze commestibili. Spesso famiglie intere non vengono più ritrovate, turisti ignari fanno la fine dei sopravvisuti di Alive e a volte anche qualche animale si immola al proprio destino.


(è uno scherzo, la carne è buona e non è umana.. almeno credo)


VINO


Rosso. Alcolico. Amico Paky addetto alla mescita.


DESSERT


Tiramisù o mascarpone? This is the question.


CAFFE'


Nero. Caldo. Tazzina. Zucchero. Bevuto. Slurp.


LIMONCELLO


Giallo. Sapeva di limoni.


Detto questo, avrei finito per quanto riguarda la cena. Purtroppo, mi duole altamente dirlo, le caxxate memorabili sono un pò latitate... tutti sottotono sotto questo frangente, chissà come mai...


In particolare a livelli sotto la sufficienza, Sorellina e Ziottola Bradipicchia. Maledette nei secoli a venire. Noi aspettiamo tanto, attendiamo con trepidazione nuove elucubrazioni fantastiche, assiomi idioti perfetti nella loro formlazione, teorie astruse riguardo alle varie branchie dell'umana deficienza... e loro nulla.


In effetti, anche io sono stato sotto tono. Ma spero con questo post e questo racconto e queste parole e questa storia e queste chiacchiere e queste stronzate... di essere riuscito almeno almeno a guadagnare la sufficienza. Giudicate voi.


Questo ennesimo Sabato in Famiglia (il che fa molto trasmissione di Magalli)


 


PS dimenticavo. Esiste un nuovo apparecchio per il controllo della velocità. Avvenieristico, pratico, comodo, veloce, trasportabile... Il Carmy-Limitator. Per ora è disponibile in pochissimi esemplari (1), ma funziona alla grande. Amico Paky, il cui cervello è stato reso supersonico dalle ore davanti alla Playstation, ne ha l'unico esemplare.

domenica 25 marzo 2007

La Gigia (pronuncia La Jijia)

La Gigia (pronuncia La Jijia)

Ovvero Quel Che Rimane E’ Una Tovaglia

 

E riecco la Famiglia intorno ad un tavolo, ovviamente per le cose che le riescono meglio: ossia mangiare e sparare cazzate.

Premettiamo: non ci siamo divertiti come l’altra volta. Avevamo promesso a Zia Bradipoletta di non ridere troppo, data la sua mancanza. E, devo dire, siamo stati molto attenti. Ogni volta che qualche situazione ilare superava un certo livello di guardia, ci azzittivamo tutti, facevamo penitenza e ricominciavamo da zero, cioè dalla seriosità assoluta. Abbiamo fatto proprio un bel lavoro.

Presenti Amica Carmela, Amico Paky, Papà Andy, Piccolo Ema, Sorella Vale, Mamma Valeria, Zio Francesco (new entry, finalmente uno zio!). Assenti, le due stagionate Zie, Maryan e Biancolet, una per problemi all’apparato digerente e l’altra per problemi ispanici. Luogo di ritrovo: Piazza Del Piccione Impiccato, Lucca. Luogo di degenza: La Gigia (pronuncia La Jijia), famigerata trattoria lucchese.

Il Piccolo Scrivano ha scritto e non ha scritto. Ci sono stati infatti solamente degli appunti, non un resoconto dettagliatissimo. Eravamo in un luogo pubblico; quindi, senza carta, l’Emanuense si è dovuto arrangiare scrivendo sulla tovaglia (di carta… ma non si sarebbe fermato neanche davanti alla seta).

Si proverà a collegare in qualche modo tutte le frasi, come si faceva coi puntini della Settimana Enigmistica.

 

Ovviamente, non si può non iniziare dalla prima frase “Io mi ciamo Emanuele e o cincue anni” che credo sintetizzi alla perfezione il mio recondito pensiero (o almeno è indice della sua assenza). La piccola Sorella Paperella ha argomentato circa la mia totale imbecillità. Poi ha aggiunto che sono fastidioso. La mia risposta “E’ vero, mi sto sui coglioni pure io. Ecco perché non mi guardo mai allo specchio” ha messo a tacere ogni altro discorso. Ergo, sono un imbecille senza ombra di dubbio.

Diciamo che gran parte della serata verteva su una cosuccia capitata a Mamma, ma che non ricordo assolutamente. Comunque, ecco qualche appunto circa l’argomento:

E’ SEMPRE MEGLIO AVERMI COME AMICA CHE COME NEMICA… STO COME ‘NA JENA… DOMANI FACCIO UN MACELLO… VAFFANCULO A ME? VAFFANCULO A LUI… VALERIA SOTTO I PIEDI NON TE LA METTI… QUANDO VALERIA SCOPPIA FA ‘NA SEGA ALLO STROMBOLI…

Ed altre amenità di questo tipo. Non parliamo di gesti alla Moratti assortiti, di 4507 parolacce (tutte diverse e piene di brio), faccette incazzate, sigarette e sbalzi d’umore preoccupanti. Zio la guardava strano. Papà Andy pensava allegramente al proprio futuro. I Piccoli cercavano di non ascoltare (per non imparare) le paroline della Mamma, ma quelle, niente – zac – imparate. Poi nessuno venga a dire che siamo maleducati!

Insomma, Mamma vuole girare nuda per casa… non si può? Sorellina già gira solo in mutande, ha imparato presto.

In tutto questo, Papà è diventato famoso. Prima pagina di Repubblica. Domani comprate. E leggete. Fidatevi… Vabbè, diciamo quasi famoso. Ha scatto la foto di un bambino morto… Vabbè, quasi scattato. Diciamo che più precisamente l’ha trovata… ehm, mi dicono dalla regia che gli avevano detto di trovarla; lui l’ha solo cercata ma nulla… Insomma, ha avuto qualcosa da raccontare nei due minuti necessari a raggiungere il parcheggio dietro casa sua…

Lo sapete che mia Sorella si fa di aerosol; sìsì, credeteci. Adesso è diversa. E’ una bimba broncodilatata.

Si è parlato del compleanno dell’Anziana, il 26 Maggio. Dovrebbe compiere f(x)=26^(x2+sin(x+8)) [anni in db]. I produttori di candele saranno felici.

Papà mi vuole far vedere il suo quaderno di Energia. Fossi più grande e non fossi suo figlio, potrei equivocare. Ma essendo piccolo, ho pensato che forse ha trovato la formula dell’Onda Energetica di Dragon Ball.

Zitti tutti: ho una poesia da recitare…

Un’apetta

Una petta

Una pettola

Unap etta

Clap clap clap. Grazie degli applausi, troppo buoni. Bis. Bis. Biiis. Volete il bis? Ecco un’altra declamazione di versi, tratta da una libera interpretazione dell’Amleto:

Tensioni o piatti, questo è il problema.

Tensioni o piatti, il mio dilemma.

Tensioni e piatti, qual è il legame?

Eh sì, lo so che è difficile ed introspettiva. Speriamo che almeno Battiato la capisca. Pertanto, ritorniamo sulla Terra, con questa frase:

“La terza serie di basket femminile sta sotto il ping pong per gay”

Sìsì, l’ho detta. E potrei aggiungere una citazione da Sorella Vale:

“Scivolano ‘ste cose. Ho in mano cose che scivolano”

 

Nel mentre, ovviamente, parliamo delle portate. Antipasto. Non so neanche cosa ci fosse, io gli antipasti li salto per definizione. Poi, primo. Pappardelle al cinghiale per tutti… per tutti? Ma no, ovviamente, io risotto ai funghi (in realtà le pappardelle le volevo pure io, ma mi dovevo distinguere). Ancora pappardelle, perché il Gigio (pronuncia Jijio) ne ha portate altre. Indi arrosto misto cum peperonata (solo Papà) cum insalata (un po’ tutti tranne me e non so chi altro). Dolce a forma di tiramisù (e qui Sorellina ha iniziato un discorso… non finiva più… l’abbiamo dovuta abbattere con una doppietta). Caffè. Limoncello.

Ci sono stati anche Vino e Prosecco con noi, per un po’, a farci compagnia. Come si sa, Vino è un gran compagnone. Molto amico di Paky (che versava a destra e manca), parlava un po’ con tutti. Ma si vergognva un po’, era tutto rosso. Prosecco, invece, è venuto proprio un attimo, presentatoci da Gigio (pronuncia Jijio) che, rintronato dal fumo della sigaretta di Mamma, l’ha chiamato. Prosecco è venuto, ha salutato ed è andato subito via (giù).

Sono stati fatti svariati brindisi. Vorrei ricordare quello offerto alle due “colonne portanti assenti” (le zitte), quello “a noi” (che sembra molto fascista, ma non lo era assolutamente), quello “a chi ci vuole male”.

Come vedete, di cazzate ne sono state sparate, ma in modo ridotto per venire incontro alle vostre capacità mentali (come diceva un lontanissimo Luttazzi). Mi preme solo lasciarvi con una storiella. Il titolo è STORIA FANTASTICA: PAPA’ E LO STUDIO.

Il mio papà stamattina ha studiato dalle 9.30 alle 10.15. Per colpa sua e dei suoi libri mamma ‘sta ‘na iena. Pensate, si è messo a fare Energia: ha un quaderno che non vi dico e che vuole mostrare a tutti. Immaginatelo a studiare. Diligentissimo, con la materia grigia a colare dappertutto (e mamma a pulire), sudato per lo sforzo, imbottito di caffè (peggio di Sorellina con l’aerosol), pronto a gestire tutte le aziende della Lucchesia (compresa l’Ortopedia Michelotti, il settore trainante dell’economia di San Concordio).

Ecco detto, ecco fato. Sono stanco, ho scritto per inerzia. Ho scordato tanto. E poi mamma era ‘na jena, non si poteva fare di meglio. Mamma, domani vai e uccidi. Fai una bella combo, mi raccomando. Papà, smetti di studiare che, come vedi, succedono catastrofi e a Mamma sale la pressione. Sorella Paperella, domani vinci per tutti noi (e non tirare gomitate se sei davanti all’arbitro). Amici Paky&Carmela, non correte con la macchina (sì, Carmela, mangio tutto… sì, Carmela, sto attento alle macchine… Paky, voglio la Playstation). Zio Francesco, buona fortuna per domani (controlla la sorella e prendi il treno). Piccolo Ema, vattene a dormire.

 

Siamo alla fine. Quindi… Chicicicici. Chicicicici. Chicicicici. CHI-CI-CI-CI-CI.

lunedì 5 marzo 2007

Diario di una cena in famiglia

Eccovi il diario promesso e spero tanto atteso. La sera tra il 3 e il 4 Marzo è avvenuto tutto questo (anche qualcosa in più, ma non sono stato abbastanza lesto di bic)... buona fortuna lettore, ne avrai bisogno


PISA 3 MARZO 2007-03-07


 


Buona sera a tutti.


Eccoci qui, ad una cena che è qualcosa di più. Ad un karaoke che è qualcosa dimeno. Ad una serata che è quello che in realtà è.


Presenti 7 regioni all’appello (ovviamente una nazione sola), tante città ed altrettanti quartieri.


Vediamo un po, in ordine sparso: Mamma Valeria e Papà Andy, Zie a volontà ( Biancoletta e Marianna,alfabeticamente parlando), Amici di famiglia (Carmen e Pasqualino) e due bimbi rompicoglioni (io, Piccolo Ema estremamente più fastidioso di Sorella Valentina).


Inizio queste mie memorie (perché di memorie si sta parlando, non sopravviverò) dopo vodka e vino (2 bottiglie). Non vi dico cosa mi sta circondando. Letteralmente 5 donne umide e stanche, stravolte da danze frenetiche stile tribù africana. Ho appena visto una foto in cui un braccio è evanescente. Sorella vale chiede dov’è il bagno. Si parla di ologrammi.


Vediamo un po, sono le 22.50 ( zia sessantottenne rolla) e la cena ancora non si vede, il vino scarseggia, le canne girano, zia Marianna mangerebbe riso crudo…mi correggo, dicono che il vino ci sia, io me la sto facendo sotto, richiedono la playlist…tante cose stanno accadendo contemporaneamente, e a me sta già venendo il crampo dello scrittore.


Purtroppo non mi posso fermare perché non potendo parlare, almeno qualche graffio in questa serata lo lascio pure io.


Comunque, finora, ecco qualche appunto sparso: ho visto un filmato di papà che canta Nino D’Angelo, la stampante che non stampa, zia Biancolet che mi prende a gomitate dietro la testa, ho sentito canzoni karaokate (o almeno così voleva essere)…


Sinceramente quello che avevo detto qualche rigo più in su vale ancora:mi sto pisciano addosso…quindi pisc-stop.


Svuotato il pipistrello, rieccomi a scrivere.qua mi sa che a me non tocca nulla vista l’aria che si sente;pare che stiano girando ALIVE-sopravvissuti. Tutti si guardano famelici, bramano carne umana (e ovviamente vino).


E’ partita maledetta primavera e zia Marianna sta ripetendo le divisioni: 1 litro di vino diviso 8 non dovrebbe essere difficile.


… abbiamo fatto un brindisi…


qualcosa sta bollendo in pentola;non so cosa e non so se lo voglio sapere. Zia Maerianna spaccia idraulici ( e mi travia la sorella); ma ke caxxo di zia mi è capitata.


Zia Biancoletta è alle mie spalle e non so quello che sta facendo.


Io sono uscito da una rotativa, lo sapete? Mia sorella è uscita invece dalla parte giusta (questo per completezza).


Dalla regia mi dicono che c’è pure il tiramisù. Questo per la cronaca.


Il riso sa di tappo. Il riso è scotto. Il riso sarà fatto? Mamma mia, pur di mangiare lo stanno assaggiando tutti.


Mamma va a fare pipì. Sorella è in attesa. Biancoletta vuole passare.


Mamma è uscita dal bagno. La sorella in forchetta tutto e tutti; le ci vuole il porto d’armi, credo.


Zia Biancolet sta tentando di cucinare; del resto a 68/69 anni dovrebbe essere la nostra memoria storica…quindi dovrebbe essere quella che sa cucinare meglio.


Mi chiedono che pasta voglio. Sinceramente non lo so. Zia Marianna dice che devo andare al ristorante, paga papà.


Qualcosa credo che stia bruciando, ma io non dirò nulla. Voglio proprio vedere se qualcuno se ne accorge.


Si parla di tronchi (o tronky…o troncky…o tronki…)… Mia sorella mi ha imboccato, mi ha dato le schiacciatine della mensa.


Mi stanno a dà un etto di pasta (mi volevano dare 20 grammi)… Chissà se tornerò mai a casa.


In Toscana fanno il pane non salato; ma la mitica mamma ha il pane cum sale, così come dev’essere fatto.


Carmen ride e basta. Zia Biancolet non so da quanto tempo sta tritando quel prezzemolo…è diventato polvere verde.


Coff…Coff (questa è la mia tosse)… Ah, novità! Si mangia a turno, da quanto mi è dato di capire. Zia Marianna, ovviamente, si è prenotata per prima. Il pane sta finendo.


La Carrà (immancabile ormai) sta cantando la propria Tanti Auguri.


Oddio, mi sto perdendo tante caxxate; non riesco a star dietro a tutti.


Sorella Vale, dovete sapere, cavava le molliche da piccola.


Papà ride e sorride, mangia pane… in pratica è inutile.


On air: Alan Sorrenti.


Mamma e zia Bincky (che bel diminutivo, ogni volta Biancoletta è troppo lungo) stanno armeggiando col riso. Chissà che caxxo ci esce. Mi sa che anche gli spagnoli si leccheranno i baffi ( quelli che non hanno i baffi probabilmente se li faranno crescere).


Pare che stiano per iniziare a fare i piatti. Mah, si sopravviverà?


Il giornalista padre sta facendo l’intervista alla pallanuotista sorella; adesso diventerà qualcuno, meglio di Giusy Malato.


È partito il nano. Idioti, mica Berlusconi. Intendo Cocciante e la sua bella senz’anima.


Zia Marianna invita ad intingere…e questa frase si potrebbe intendere in molti modi. Qui mi sa che non mi lasciano nulla da mangiare: zia marianna mi sta inculando tutto il sugo.


Zia Marianna sta dicendo una cazzata.


Col passare degli anni, noi mangiamo gli estrogeni e ci diventa più piccolo”.


Zia Biancoletta è esperta di Viagra.


Ragà, non ci sto a capì più niente. Mi stavano a fa spaccà i denti con pasta cruda e senza sale. Sorella Vale ha coinquilini a cui le eliche girano.


L’idea del bowling c’è ancora. Zia Marianna ha le pantofole coi tacchi. Sorella Vale, mi sono scordato di dirlo, viene dall’est ( credo Polonia, ma non ci giurerei)…è venuta per fare la badante comunista di Lady Byanche.


Mamma sta togliendo i vuoti di vino…e sono tanti, lo giuro.


Rettifica: mia sorella è ungherese, scusate tutti.


Qui stanno chiamando la Misericordia…speriamo vengano e non si mettano troppa paura.


Siamo dolci creaturine, dice la sorellina…secondo me vede troppi Puffi in TV…è la bimba di st’estate che le ha fatto vede tutti i folletti di sto mondo (secondo me sorella è partita).


Fanno i piatti, addirittura. Sono le 23.40 circa, in perfetto orario direi. Mamma mi sta chiamando, devo andare a mangiare prima che mi fottano tutto.


→Arrivati I Piatti È Calato Il Silenzio ←


 


PISA 4 MARZO 2007


E finalmente è domenica. Sono le 00.13 e la cena prosegue.


Io ho mangiato a parte al tavolo dei bimbi. Gli altri stanno sfondandosi di paella. Dicono sia buona. Certo, ha effetti collaterali, ma ancora nessuno ha smesso di respirare.


Papà è già in pigiama che se l’è fatta sotto: ha la pipì alcolica.


Pasqualino è fuori al cell.


Sorella trova i reggiseno a 3 euros ed è avanti a tutti gli altri in quanto a colori. Le altre mangiano senza fiatare. Io annoto senza sosta e senza tregua. È stato aperto altro vino; adesso siamo al bianco, finora è sceso solo rosso.


Devo ammettere che Zia Marianna e Sorella Vale sono una fonte inesauribile di caxxate; sempre nuovi spunti. Basta un po’ di vinoe possono considerarsi come una fonte rinnovabile.


La mamma di Zia Marianna fa i gamberoni.


Zia Biancolet, mentre legge si da il tempo…sennò esce fuori sincronizzazione e non capisce più niente. E aggiungo, sa pulire pure i gamberoni.


Carmen: “Ma avete mangiato?”.


Zia Marianna:”Vabbè,il riso ti tiene teso un ora.il pesce è acqua…”


Sto emettendo suoni gutturali…chissà perché ma solo Zia Marianna mi intende.


Ma che caxxo di amici ha sorella Vale? Ha una tipa che piange sangue, un tipo che rutta la Divina Commedia, il solito tipo a cui girano le eliche, UNO CHE SI E’ VESTITO DA LAPIDE (detto Gabriele, insegnante e portiere di pallanuoto).


Zia Marianna, sul balcone sta facendo il Re Leone. Potremmo chiamarla Zia Ruggito Selvaggio (questa è di sorella) d’ora in poi.


Zia Marianna vuole asciugare la patta di papà. Anzi, ci ha ripensato.


La povera Carmen sta facendo i piatti. Di solito li faccio io quando mi trovo in una situazione del genere; ma adesso sto scrivendo, cosa che adoro un po’ di più.


Zia Biancholettolissima sta facendo il jolly; gira per casa senza alcuna meta.


Sorella Vale è andata da Giacomino.


Si sta iniziando a sparecchiare…sono le 00.35 circa.


Che seratina eh? E siamo solo all’inizio. Devo finire questa risma, Udite udite. A casa di Valentina esiste pure qualche coinquilino normale (il Giacomino di cui sopra).


Zia Marianna ha smesso di ruttare durante la lettura pubblica del suddetto testo. Mancano 3 bottiglie di vino; basteranno per il prossimo quarto d’ora?


Papà soffre il solletico.


La testa di Zia Maryann è centrifugata, dicono. Lei risponde che ancora non è entrata nel cesso. A questo punto mi chiedo: zia M. si pettina con la testa nella lavatrice?


Vengono scattate foto e le due sorelle (Binche e Mamma) parlano di ingravidamenti liceali.


Ho le piattole. Così sembra, almeno.


Zia M. a Sorella: “Allarga le cosce”.


Zia Biancolè sta installando Windows Vista sulla fotocamera: sò due ore che la guarda e spisppola.


Sto spirando, lo dico ufficialmente.


Zia ha ricominciato a ruttare. Marianna ovviamente.


A Zia sta venendo la pipì. Vuole il catetere a 45 anni. Ora glielo presta zia B. che ne ha tanti. Troia sexy che non fa pompini ma con il catetere rosa da borsetta di Luì Vvvviinttoooon. Scusate, la troia sexy etc.etc. è Zia Marianna, mica la zia Anzianotta.


Zia Marianna è una piaga, un catetere a fiorellini. E ha pure lo spazzolino e le ciabatte che puzzano.


Papà deve andare in missione a seguire la Serie C2 libanese.


Tralascio le varie pronunce della parola Afganistan.


A zia sta uscendo e a sorella sta arrivando in cima.la luce è sullo specchio.


Sorella:”Ho dimenticato le formine di silicone per te…quelle per farci i dolci”.


Zia B.:”Bevici su che è meglio”.


Zia Marianna si è svuotata.


Zia Marianna è tornata in bagno. Sarà diarrea? Pasq:”Che è lo Stromboli?”


Aspetto la storia del Carrefur di Sorella Valentina. Forse è stata inculata al Carrefur? (“io e mamma ci prendiamo le nostre…in verità l’abbiamo presa in Corso Italia”). Che sarà successo al Carrefur?


Questo magico posto in cui i culi girano a profusione; i peli pelosi girano anch’essi… Niente, del Carrefur non sapremo mai niente…potrei inventare io ma non mi va.


AIUTOOO…sorella sta bevendo acqua. Sopravviverà?


Sono le 1.13 e non si accenna a smettere.


Zia Marianna è tornata vergine. Sorella: “Bene s’è ricucito tutto”.


Stanno iniziando ad incazzarsi tutti con me. Forse ho scritto qualcosa che non va?


Non si riesce a capire chi tra Mamma e Papà ha pagato per andare con il partner.


Nuovo soprannome: Biancolatte. O ancora: Pan di Stelle.


Le pettole mancano in questa serata.


“Caccialo fuori, rimettilo dentro”, zia M. dixit.


Zia Bradipoletta. Zia Brakypoletta. Zia Bradipy. Zia Brady. Perfetto.


Punto.


Arriva il tiramisù. Nei piatti. Con le forchette. Zia Brady smista tiramisù che manco Vissani.


Dicono sia buonissimo, Carmen è in estasi, continua a far complimenti.


Mi sa che stacco per qualche nanosecondo così mangio.


Zia mi sta imboccando. Se non mi infilasse il tiramisù nel naso non sarebbe male.


Zia Biancoletta ha il PARKINSON.


Il tiramisù era davvero buono, confermo e sottoscrivo.


“Fanculo a te, al bradipo e al tiramisù”. Fanculo a me, al bradipo e al tiramisù.


Zia Mary vede fiorellini che parlano e crede ai folletti. Stiamo bene.


Si accettano scommesse: chi dirà la prima caxxata?


Zia Marianna vince: “Ti piace il gatto? Non ce l’ho qui, ce l’ho giù”.


Mi dicono di iniziare a pensare e scrivere caxxate mie. Potrei, ovviamente, senza alcun problema. Ma necessito comunque di spalle comiche e se nessuno mi supporta non mi viene nulla.

domenica 4 marzo 2007

La Reunion

Di reunion, negli ultimi tempi, ne sono avvenute tantissime. Cito ad esempio, l'ultima che temporalmente mi sovviene, il ritorno sulle scene dei Police (eh beh, ovvio che me lo ricordi... sono Sting, del resto...); ma potrei citare il comeback dei Genesis, gli Heaven And Hell (i Black Sabbath con RJD), i Rage Against The Machine, Padre e Figlio Facchinetti...


Iersera, cena. Reunion. Di famiglia. Della MIA famiglia, creata interamente da me e dai miei neuroni malati. Come ben sapete, da qualche mese ho "acquistato" un nuovo padre e una nuova madre. All'inizio non volevano, poi si sono rassegnati e mi hanno adottato ufficialmente. Quindi si sono aggiunte due zie, una sorella e amici a palate. La zia più vecchia è stata un pò ritrosa del proprio status, ma alla fine anche lei ha dovuto cedere, mentre quella "giovane" (45) ha accolto di buon grado la parentela. La sorella si è subito comportata da sorella, così come gli amici. Tuto bello, tutto perfetto.


Sabato sera, tutti insieme a casa di mamma, l'Evento. Il quadro perfetto si è avuto col mio arrivo, verso le otto e mezzo (come al solito sono arrivato per ultimo... e che cavolo, ho cinque anni, la macchina non la dovrei saper guidare!), quando tutti, ma proprio tutti eravamo sotto lo stesso tetto. Dovevate essere lì, l'aria era frizzantina (di vino, più che altro) e sorrisi si sprecavano. Sembravamo proprio una di quelle famigli che si riuniscono per Natale, tutti in attesa dei regali e delle cibarie. In effetti io e sorellina speravamo ci fosse pure il camino così Zia Biancolet ci avrebbe raccontato le storie della sua infanzia. Purtroppo, niente camino. Vabbè, ce ne siamo fatti una ragione.


In questo post non racconterò nulla di ieri sera, voglio essere chiaro. Sarebbe inutile. Sapete, praticamente il racconto già l'ho fatto. Come dite? Dov'è? Domanda legittima. Il racconto, la cronaca, è a casa di mamma in attesa di essere digitalizzato (cosa che, m'ha detto la sorellozza, è già stato fatto). Infatti, dovete sapere che ieri la mia voce era emigrata in un altro continente; non potevo proprio parlare. Allora, da ciò, il colpo di genio. Scrivere. Scrivere tutto e anche qualcosa di più. Ho chiesto a mamma i pennarelli e mi sono messo di buona lena a giocare. Da bravo bimbo piccoletto, ho fatto vedere a tutta la Famiglia che sto imparando, alla materna, a scribacchiare qualcosa. Mentre i grandi parlavano, io ero lì e giocavo. Eh eh eh. Sono uscite non so quante paginette, una lunghezza complessiva di (credo) oltre due metri. Quindi mi spengo qui, in attesa che arrivi tutto, che posterò senza problemi. Ovviamente senza alcuna censura, come nello stile che mi contraddistingue. uno stream of consciousness ripartito tra deliri, soprannomi, castronerie, abbellimenti, frasi celebri e meno celebri, affermazioni, pipì alcoliche, paellas, canzoni, racconti, pensieri e quant'altro.


Comunque, i presenti: Papà Andy (giornalista), Mamma Vale (cucinatrice ed ingegneressa), Sorella Vale (frugoletta pallanuotica), Zia Maryan (personalità confusa, emettitrice regina di abbellimenti sonici), Zia Biancolet (la donna dai molti soprannomi, che non ricorda più il proprio nome), Amico Pasqualino (nel ruolo di giocatore di playstation), Amica Carmen (compagna del playstationman, lavapiatti e sorriditrice a tempo perso). E poi, io, Piccolo Ema, bambino osservatore ed annotatore, con la passione per il mutismo e la battuta tagliente (pensata).