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martedì 25 dicembre 2007

Pranzo di Natale

Oggi, Natale, abbiamo pranzato tutti insieme, noi della Famigliuola Gaia. Però, c'è stato un però. Papà Andy si è messo in testa di preparare con le sue personali mani il pranzetto, volendo far riposare le due V.D. (Vivandiere DOC) della casa, ossia Mammaval e Zia Perusiolet. Si è chiuso dalla mattina in cucina e fuori la porta ha affisso il cartello : "Du not disturb. Stamm' creann'".


Ovviamente, io e la Sorella QuaQua eravamo come impazziti per casa. Il Natale fa questo effetto sui bambini, del resto. L'albero (il famoso Abete Rosso della Scandinavia, dono di Zia Vivaiolet) aveva sgravato nella notte numerosi pacchi, e noi due pigmei ci attaccavamo ai regali uno per uno, polverizzando con perizia la carta. Io ho ricevuto:


- il videogioco dei Simpson (che, stranamente, è finito tra le mani di Papà Andy con la frase "Ops, mi ha detto Babbo Natale che è rotto... te lo aggiusto io)


- un pokemon (vivo!)


- un album di Claudio Villa (regalo di Zia Anticolet che ha sottolineato il dono con la frase "Senti questo giovinastro, si farà le ossa.... ma, comunque, come fate a sentire 'sta roba? Martella i timpani...)


La Sorellina, più femminuccia e meno maschietta di me, ha invece racimolato:


- un set di taglio e cucito (Zia Agolet ha detto "Nipote, brava, così impari un mestiere")


- una borsetta (che Mammaval ha guardato con un misto indescrivibile di invidia-disprezzo-superiorità...)


- un canotto a forma di foca


- una bambola... mi sembra Barbie Centolampioni, la Barbie della notte (chi vuol capire, capisca... )


Noi piccoli, quindi, bellini e carini, giravamo per la casa giocando, contando i soldini delle strenne natalizie e via discorrendo. Amiko Pas e Amika Carmy stavano sul divano scambiandosi bacilli e stando male una volta a turno ogni dieci minuti. Zia Maryan ruttava sambuca dalle otto del mattino. Zio Francesco giocava con noi facendo le voci strane... sembrava Jones di Scuola Di Polizia! Ogni tanto, si girava verso Amika Carmy e le passava un foglietto alla cui sola vista la Mini-amika avvampava di piacere. Al 50esimo foglietto, capimmo cosa c'era sotto: erano i programmi degli esami raccolti con il concorso "Dona un esame a Minimea"! Mammaval, intanto, giocava a carte con Zia Burracoletta e vinceva sempre fino a quando, correndo con la Sorelluzza, non urtai la borsa che teneva sulla sedia da cui caddero una settantina di assi e 38 pinelle (e una mi finì anche in un occhio)...


Ad un certo punto, si spalanco la porta della cucina e tra fumi, mebbie e chissà cos'altro, apparve lui. Papà Andy. Con il Pranzo.


Ecco il menu del nostro Pranzo di Natale:


- spaghetti alla neve islandese (piatto di un complicato che non avete idea. Il giorno della Vigilia si prendono gli spaghetti e si lessano normalmente. Poi, quando sono immancabilmente scotti si scolano e si mettono in un recipiente. Quindi si lasciano a marinare in un geyser tutta la notte, secondo la ricetta islandese (in assenza si accende un fuoco con pezzi si albero di Natale e li si affumicano). La mattina presto si riprendono e si mettono in frigo. Appena prima di servirli, una bella spruzzatina di neve et voilà, il piatto è servito.)


- cosciotti di renna in salsa di pungitopo (lo dice il nome stesso, gli ingredienti sono due. Il pungitopo lo si riduce una pappetta a forza di mortificazioni, stando attenti alle spine e ad eventuali ratti impigliati. Per la renna, la sera del 24 ci si pone muniti di grosso randello sul tetto, sul terrazzo o all'imboccatura del camino e ....)


- crepes con boudin noir (ricetta francese. Non aggiungo altro)


- insalata di tundra (normalissima insalata a cui viene aggiunta una badilata di muschio fresco, humus e vento siberiano).


- conigli trifolati al sangue (ricetta medioevale. Si prendono dei conigli vivi e li si mettono in una cesta capiente. Poi si prendono a manciate, per le orecchie e gli si staccano le teste col machete. La parte di sotto va nel frullatore, le teste si possono anche buttare...)


- patate al cartoccio (patate incartate col domopak)


- dolci assortiti (in pratica c'era da scegliere tra una Zolletta di Zucchero Bianco ed una bustina di Zucchero di Canna, a testa)


- caffè (caffè)


- ammazzacaffè (kerosene)


- serial killer caffè (acido muriatico)


Com'è bello il Natale in Famiglia... Christmas With The Yours, Easter What You Want

venerdì 8 giugno 2007

Ballo

Povera Cugina Serena. Povera. Poverissima. Poverissimissima.


Pensate, questa sera è stata costretta dalla Vecchia, Antica, Andata, Sorpassata Zia Biancoletta a ballare con lei. Da Giovane, tanto ma tanto ma tanto tempo fa, il ballo non era mica come ora! Oggi è la discoteva a farla da padrone: basta entrare e muoversi a caso.


Prima, invece, bisognava saper DAVVERO ballare. I giovanotti e le fanciulle imparavano i primi passi fin da piccoli, appena riuscivano ad ergersi e a mostrarsi degni di essere denominati bipedi.


Vabbè, insomma... la Zia e la Nipote/Figlia hanno danzato. La Piccola, inorridita, ha dovuto assistere alla vestizione dell'Anziana, stretta in corsetto, fard e crinoline e la Sua discesa dalla lunga scalinata (come una zarina russa) approntata per l'occasione. Ovviamente, anche la Bimba ha dovuto subire "l'ardore stilistico" di Zia Fionolina.


Insomma... pa-pa-ra-pà... squillate le trombe e rullati i tamburi... ecco le due alle prese con valzer, tango, rumba e macumba. Attimi frenetici, musica assolutamente coinvolgente, piedi consumati e appiattiti, sudore sudato, risolini, piccole grida, caschè (non so come si scrive, scusate)... questo ed altro, anzi... molto altro...


Sì perchè l'incubo di Serencugina si è materializzato sul finire delle energie... nero, implacabile ed inatteso...


il BALLAOTTO.


Cos'è? Nessuno lo sa. In quanti si fa? mah. E' davvero un ballo? Chissà.


Insomma èun incrocio tra una danza della pioggia, un ballo lappone e un ghiacciolo alla menta. Si fa di solito in otto, ma comunque va bene un numero pari di bigambe.


Insomma, nessuno si preoccupi, la Cugina è ancora viva... me l'ha raccontato lei


La Zia, seppur con un pò d'affanno, respira.


Quindi tutto ok. Ciao. 'notte.

lunedì 14 maggio 2007

Niù entri

E la Famiglia si allarga! E la famiglia si allarga! E la Famiglia si allarga!

Stavolta si acquisisce una cuginetta, trovata in saldo al mercato (paghi sette, prendi uno... UN AFFARONE). Cuginella Serenella, cugina di Mammaval, Zia Ruggy e Zia Grumoletta. Anche se c'è qualcosa di strano, una discrepanza che non si riesce a spiegare. Cuginotta Serenotta ha circa una cinquantina d'anni (portati bene) ed è bionda scandinava. E' quest'ultimo aspetto ad incuriosire, in quanto la Scandinavietà (che bella parola, eh?) non è prettamente prerogativa delle Sorelle Più o Meno Vecchie della Famiglia. Pertanto la storia non è molto chiara ed il passato nebuloso, fitto di quel mistero proprio dei Misteri Misteriosi. Mah.
In realtà la Cuginina Serenina è figlia dell'Anziana, di quella più Vecchiarella che c'è, di colei che è la memoria storica di svariati secoli passati... sìsì, si sta parlando proprio di Zia "Ossadicane" Biancoletta. Dovete sapere che, in uno dei suoi molteplici passati spersi nel buio e nella nebbia, la (allora) giovane ebbe una storia infuocataa con tal Erik Selmosson, detto "il Martello di Thor" per alcune sue peculiarità di cui, però, la Zia non ha fatto parola (chissà perchè).
Pertanto è saltata fuori la Cugina Bionda, piena di vestiti targati Food. L'abbandono è stato duro per la Zia, ma doveva per forza agire così in quanto la gioventù (la zia è stata giovane... notiziona questa... anzi, breaking news) non le permetteva di tirar su la Cugina Pargola come tale. da qui la decisione di "renderla" cugina con passato strano in modo da tenerla vicina ad ogni modo e salvare le apparenze con la società civile.

Del Vichingo non si hanno più notizie... chissà se salterà fuori...

mercoledì 2 maggio 2007

Venticinque 04 - Reprise

Scusate, ma ho dimenticato un'oretta della giornata del Venticinque.


Dopo le quattro gocce d'acqua, le Temibili Quattro Gocce d'Acqua, affrontate dai nostri eroi sul litorale di Vecchiano... ci siamo trasferiti in quel di Marina di Pisa, ridente (ridente?) paesotto (paesotto?) sul (sul?) Mar Tirreno, vicino Pisa, ma un pò più giù, accanto a Tirrenia, ma un pò più su, a sinistra rispetto all'Aurelia... ma comunque in Toscana.


Qui, lasciata la Stra-Punto a se stessa (si sa benissimo difendere da sola, è nata antifurtata), siamo calati sul lungomare, in effetti l'unico motivo di esistenza di questo paese (paese?). Vabbè, penso abbiate capito che ci è sembrato un posto tristissimo, più triste di quando ti finisce una puntata dei Simpson o di quando scivoli su una cacchina di coleottero macchiandoti la maglietta nuova (questo a Mammaval, ovviamente, non può accadere... perchè lei non cade, perchè lei conosce la disposizione di tutte le cacchine di coleottero e perchè avrebbe un'ottantina di magliette di riserva... non si sa mai incontrasse i vigili...).


Detto della tristezza mariottidea di questo luogo, la prima tappa è stata presso un bar. Qui, il PapinoAndy e la BambinaValentuzza hanno preso un gelato a testa, con indicibili gusti accostati... Mammaval ha optato per un caffè ed al Piccoloema è stato concesso un cucchiaino del liquido nero (non più di un cucchiano che è piccolo e gli fa male!). Dopo tale sosta ai box, è iniziata la Passeggiata, in mezzo al nulla, a qualche altro sventurato che vagava come noi, al venticello fastidiosissimo alzatosi e a bancarelle di giocattoli. Mammaval ha fatto un'altra sosta pro-nicotina ed anche Papà si è fermato: nessuno, però, è riuscito a capire perchè e dove sia sparito per lunghi minuti (Bagno? Snorkeling? Articoli? Votazioni? Seghe?... tutte domande che rimarranno insolute...).


Che dirvi? Abbiamo camminato e camminato. E abbiamo pure passeggiato. E abbiamo fatto un giretto a piedi.


... ma non posso continuare oltre che altrimenti mi viene da piangere al ripensarci. Marinesi di Pisa... o Pisani di Marina... o Marinipisesi... o come caxxo vi chiamate, non mi vogliate male se NON consiglio di visitare la vostra splendida METROPOLI. Non ce la faccio proprio! 

lunedì 30 aprile 2007

Venticinque 04

Ed adesso il Venticinque 04. Eh sì, la Famiglia ha colpito anche nel giorno Liberativo per eccellenza. Più precisamente, la gita è stata proprio del nucleo familiare più stretto: PapàAndy, MammaVal, Sorella Paperella e Piccoloema. Orario di partenza: 10.30. Orario i partenza effettivo: 12.00. Destinazione mare.


A casa di Mamma, subito la prima novità. SCONVOLGENTE. Papà in cucina nell'atto di preparare il vettovagliamento. Per la precisione un certo numero di panini, tra cui quelli per il Piccolo, ossia ripieni di frittatina. L'uovo destinato a tale scopo era, allo stesso momento, terrorizzato e fiero di essere preso dalle sapienti mani paterne. Che hanno fatto la frittata. E, dulcis in fundo, davanti i miei occhi (e lontano da quelli di Mamma), Papi ha addirittura saltato la pietanza, perfettamente.


Mammaval indaffaratissima, la donna perfetta in ogni occasione. Era vestita da mare, certo. Ma era anche vestita per andare a passeggio, contemporaneamente. Secondo me, da qualche parte, nella sua Borsa dai Mille Segreti, aveva pure un qualche accessorio in grado di renderla presentabile per una cena di gala. Inoltre, aveva nella borsa tutto il kit della Personcina Perfetta. Ad esempio, il giorno precedente, al bar di Ingegneria, nel mentre del discorso, senza fare una piega, è stata in grado di tirar fuori un cerotto e medicarsi il piede (piede? siamo sicuri?) offeso. Il tutto senza che la conversazione ne risentisse.


Comunque, mamma è riuscita a portare: bibite, panini, aspirine, fazzoletti, giornali, libri, metà enciclopedia Treccani, il secchiello e le palette per i bambini, una playstation, svariati pupazzi, una chitarra, uno scheletro di pterodattilo, scarponi da rocciatore… insomma, tutto il necessaire per una perfetta e tranquilla giornata di mare.


 


Insomma, alle 12.00 abbiamo dato il via alla nostra partenza intelligente… purtroppo, in uscita da Pisa, abbiamo beccato un sacco di persone che hanno fatto la partenza scema. E quindi, per l’uscita dalla Città Storta abbiamo impiegato una bella metà d’ora. Nel frattempo… Zzambru Compilation Vol. II. Da menzionare assolutamente Cicale Cicale, Il Ballo di Simone e Ricominciamo dedicata da Piccoloema alla Sorellina che, ovviamente, si pisciava sotto dal ridere). Insomma, la classica macchina della classica famiglia felice.


Una menzione a parte per le doti canore di papà… ma ne parlerò in seguito.


 


Marina di Vecchiano. Spiaggia strapiena nell’unico giorno senza sole dall’estate scorsa. Troviamo un buco, ci stendiamo. Saggiamo l’acqua con i piedi (tranne papà, refrattario al suddetto liquido). C’erano i bimbi che giocavano felici ma io e Sorella non potevamo andare… i genitori bastardi non ci davano il permesso. Abbiamo allora cominciato a suggere avidi i pochi raggi ultravioletti (si, proprio quelli che fanno più male e che abbronzano meglio) che filtravano esitanti dai pertugi scordati dall’imperfetto incastro nuvoloso, mosaico di grigio in movimento grazie agli zefiri alitanti (CHE CAXXO DI FRASE!!!... non ho capito nemmeno io cosa volessi dire!). Indi, gli stomaci hanno cominciato ad avere il sopravvento (non il mio, ovviamente) e a reclamare… e reclamare… e reclamare.


Subito mamma ha udito la richiesta d’aiuto e ha tirato fuori immediatamente il tavolo Luigi XIV semipieghevole per 250 invitati, che aveva casualmente in borsa. Diciamo che i due a capotavola usavano il binocolo per guardarsi e Mammina avrà perso settordici chili nel fare avanti e indietro per apparecchiare, servire e sparecchiare (e h infranto nel contempo il record olimpico dei 1500 piani e diverse volte quello del salto in lungo). Il desco, pronto e precissimo, offerto dalla Gorgoni Mense S.p.a. (unico filippino a libro paga, tale Andy Love, sguattero di infida fama e di smisurata fame), ha colmato i morsi della fame. Da ricordare la Sorellina, piccola, col biberon.


Tralascio, ovviamente, le innumerevoli portate ricordando solo i panini , l’acquetta e… LA MACEDONIA DI FRAGOLE E KIWI… ma che cactus di Mamma, eh?


 


A questo punto, di nuovo tutti stesi pro-abbronzamento… Piccoloema è stato 3 secondi a cavalcioni sulla Sorella e tutti si sono messi a ridere; chissà perché non l‘ho mica capito, volevo solo prendere il giornale. Qualche cazzata è volata, qualcun’altra no, altre ancora hanno preferito andare a piedi. Comunque, mentre ci si scaldava (e la sorellina prometteva bene, stavolta)… il cielo ha fatto tanta plin-plin…


 


… e ricorderò per sempre questa scena tremenda! Il cielo plumbeo, riversava pioggia, grosse gocce pesanti. Intorno, come se qualcuno avesse detto tipo il Gladiatore: “Al mio segnale, scatenate l’inferno”, tutti simultaneamente in piedi, preda di un attacco isterico collettivo. Bimbi stritolati dalle madri, avvolti con qualsiasi cosa capitasse a tiro. Uomini sberluccicanti di olio abbronzante che colavano su se stessi, impotenti di fronte al dramma in atto. Ragazze che inveivano contro i ragazzi, rei di averle costrette a venire a mare (non è vero, i ragazzi avrebbero volentieri voluto dormire fino a mezzogiorno per poi sfondarsi di playstation fino a sera), di averle mentito circa il tempo (il ragazzo in realtà aveva detto… “Amò, ma non è che viene a piovere?”) e di averle rovinato la messa in piega (cosa che nessun ragazzo ha mai capito cosa sia… ). Insomma, il tempo di raccogliere l’equipaggiamento, ed eravamo fuori, davanti la macchina. Mamma, non si sa come, era riuscita a non bagnarsi. Io e Sorellina ridevamo tanto (ai bimbi ‘ste cose fanno ridere). Papà era tranquillo… o forse era teso pensando che a momenti avrebbe dovuto riprendere in mano un volante.


 


Ad ogni modo, entrati in macchina, il cielo ha smesso di far pipì. E vabbè, che ci vuoi fare?


 


Il pomeriggio c’era a Lucca un concerto; andando via dal mare presto, di tempo ce n’era a iosa per prepararsi ed andare anche lì… poco male quindi quella serie di goccioline maledette.


 


In macchina, alla volta di Pisa, l’incubo è divenuto realtà.


Premettiamo. A Papà piace tanto la musica, soprattutto quella alternativa e stracotta. Quindi, andando a ricercare questi gruppi, è un tipo che qualcosa ci capisce. Ad esempio, Marlene Kuntz, Afterhours, Offlaga, Bjork, Dresden Dolls, qualsiasi cosa che abbia a che fare con l’Islanda… roba così… Ma l’incubo, DI TUTTI, è Pupo. Papà adora Pupo, non si sa come mai, brama Pupo e desidera ogni nota di Pupo. Quando, dalla Zzambru, è emersa Su Di Noi, l’interpretazine non si è fatta attendere. E’stata la sublime sintesi di Papà, Canto, Idiozia, Napoletanità, Stonatura e Joomla mai sentita in vita mia. Mamma e Sorellina inorridivano a vista d’occhio; io guardavo fuori il finestrino e pensavo a come sarebbe stato bello persino studiare!!!


 


Per fortuna, le canoni hanno una fine; e le canzoni di Pupo non fanno eccezione.


 


Pertanto siamo giunti a casa, in (abbastanza) perfetto orario per il concerto. Allora: i Rezophonic iniziano alle 18.00 in Piazza Napoleone a Lucca. Sono le 16.15 circa. Uscendo alle 17.30 si arriva al luogo del delitto anche con qualche minuto di anticipo. Pertanto l’appuntamento con Sorellina è alle 17.30 davanti casa sua.


16.20: a casa mammesca siamo io, papi e mamy. Doccia per tutti. Computer e Joomla per me e papo. Bee Hive per chi desidera.


17.25: doccia fatta da tutti. Mamma al trucco. Ema e Papi al computer.


17.30: come sopra


17.45: come sopra


17.50: mamma truccata. Ema e Papi al computer.


18.00: come sopra


18.10: si scende e si va dalla Sorella (che, nell’aspettarci, si era addormentata)


18.30: un papà velocissimo ci porta a Lucca, solita Piazza del Piccione Morto Ammazzato In Modo Doloroso.


18.31: saliamo un attimo da me – dice papà – e poi andiamo


18.32: casa papesca. Nonno e Nonna ci accolgono con orsacchiottoni, ovetti di cioccolato e qualsiasi bevanda partorita dal genio creativo umano.


18.58: in camera di papà a vedere i “pupazzielli”, generazione di gnomi calciatori che nidifica solo in ambienti a fortissima connotazione calcistica e deficientistica.


18.58.30: in 30 secondi i pupazzielli cadono tutti ad opera delle due femminucce


18.59: vengono tirati fuori dei libri che non verranno mai letti


19.10: secondo tsunami che si abbatte sui “pupazzielli”


19.20: terzo tsunami (e probabilmente fine del concerto)


19.30: quarto tsunami (fine anche dei bis e dei saluti sul palco, folla che sfolla la piazza)


19.40: andiamo a vedere se c’è ancora qualcuno al concerto


19.45: giunti in Piazza Napoleone, ci sono si e no una trentina di persone che pazzeggiano e che guardano sul palco smontare gi strumenti. Scorgo Mario Riso (il batterista, anima del progetto Rezophonic) a due centimetri da me ma non gli chiedo né autografo né foto… cavolo, non ho sentito manco una nota, mi avvicino e gli faccio i complimenti?... è la mia auto-punizione. Suggiamo comunque le locandine del concerto (almeno quelle).


20.30 (circa): dopo una piccola chiacchierata di papà con una sua fan, decidiamo per….. PIZZA


 


Da qui in poi, tutto molto tranquillo… pizza buona in un posto dove non ero mai andato, camminatina per Lucca, Mamma a braccetto con Papà, io con Sorellina. Macchina (la mitica Punto Ultra Tank con Retrorazzi Posteriori Corazzata a Mostro). Pisa. Macchina (Panda Infimous Model Carretta a Mano). Livorno. Nanna.

sabato 28 aprile 2007

La Gigia II - The Revenge

Con colpevolissimo ritardo, eccoci qui a narrar delle gesta che furono, del nostro ennesimo sabato sera spersi per il mondo. Stavolta presenti, PapàAndy (politico di dubbia fama), Amico Paky (addetto al versamento del vino negli apparati appositi), Amica Carmy (la voce della coscienza... Mangia... Stai attento... Mangia... Mangia...), Sorella Valentella Paperella (after d piscin... stanca, ma pur sempre sia Sorella che Paperella), Mammaval (con le tette di fuori come tutti facevano osservare) e... udite udite... Zia Biancoletta, la Vacchia Perug-brindisina alla riscossa. Ovviamente c'ero pure io, Piccoloema al proprio posto di comando a capotavola (a capotavola perchè sono il più piccolo e perchè così il seggiolone non da fastidio a nessuno).


Luogo del misfatto: di nuovo, La Gigia (che, riperto ancora una volta, si pronuncia La Jijia... e da qui in poi lo do per assodato, va bene?), in quel di Lucca (e tutta Pisa ce lo puppa come dicono le FNO).


Affetti dalla nostra mitica dislessia temporale, siamo ivi giunti con il modico ritardo di un'oretta. Appena entrati, Gigio ci ha subito riconosciuto, ci ha accolti calorosamente e ci ha relegati nel fondo più profondo del locale, distanti da tutti e tutti (del resto, come dargli torto? Quello è pur sempre un luogo pubblico... avrà pure lui una certa reputazione!); amichevolmente, eravamo nel "Lager".


Comunque, ci siamo appropinquati ed asseggiolati e la tovaglia, come al solito, ha cominciato a coprirsi variamente di scritte, più o meno (soprattutto meno) intelligenti. Con Gigio abiamo fatto un patto: portargli prima o poi una micro-tovaglia con cui arredare il localino ameno e simpatico. Piccoloema, con la penna in mano, ha cominciato i propri grafomani deliri, mentre gli altri variamente ridevano, suggevano avidamente il Nettare di Bacco (vino, scemini) e parlavano di varie ed eventuali (mamma mia, questa mi sa tanto di punto finale di riunione di condominio).


Comincio col riportare un piccolo stralcio di conversaione


Piccoloema "Zia, devo fare ruttino"


Zia Bincolissima "Fallo, basta che ti giri verso tuo padre"


PapàAndy "No, non lo fare sennò ti esce tutto il latte"


Che ne dite? E' un buon inizio, o almeno è un inizio decente?


Giustamente, si è cominciato col mangiare... del resto, che ci siamo andati a fare? Solo per far lavare i piatti a Mammaval ome l'altra volta? Ma no... ma no...


L'ANTIPASTO


Prima del pasto, si inizia con l'antipasto, "questa insulsa tradizione che risale alla notte dei tempi... o almeno alla sera dei tempi, và... Ma si può? Un pasto prima del pasto, in modo da rovinare l'appetito prima della magnata?" (Piccoloema dixit). Ovviamente, tutti gli altri non erano dello stesso parere... del resto siamo in democrazia, che ci posso fare? Morale: i grandi e la Sorellozza hanno pulito i piatti in men che non si dica, Piccoloema per non essere da meno il pitto l'ha lasciato pulito.


PRIMO


Il primo, in raltà è diviso in due. Ossia no metà porzione a testa, ma il doppio della varietà di pasta rispetto al numero uno. In pratica, per farla breve e venire incontro alle vostre scarse capacità mentali, o lettori di questo blog, c'erano le immancabili pappardel on cinghial (così fa più internescional) e una nuova specialità della cucina italiana: i tor t\d elloni. Nessuno sa cosa siano e nessuno riesce a capirlo. Potevano essere o torTelloni o torDelloni a seconda delle capacità audiometriche dell'avventore. Ovviamente il sapore cambiava a seconda della lettera; buono in entrambi i casi, ad ogni modo. Io... sigh... sono riuscito ad affogrmi; mi sono andate di traverso due o tre T.


SECONDO


Il secondo è ciò che giunge dopo il primo. Nello sport è il perdente, in economia è la società concorrente sfigata e stronza, alla Gigia è molto più semplicemente la Carne. Arrosto misto, per la precisione. Come si cucina? Facile. Gigio si mette alla finestra del locale con un bazooka a puntamento laser con girospcopio di infinitesima precisione. A questo punto si mette a sparare a qualsiasi cosa si muova ed abbia sembianze commestibili. Spesso famiglie intere non vengono più ritrovate, turisti ignari fanno la fine dei sopravvisuti di Alive e a volte anche qualche animale si immola al proprio destino.


(è uno scherzo, la carne è buona e non è umana.. almeno credo)


VINO


Rosso. Alcolico. Amico Paky addetto alla mescita.


DESSERT


Tiramisù o mascarpone? This is the question.


CAFFE'


Nero. Caldo. Tazzina. Zucchero. Bevuto. Slurp.


LIMONCELLO


Giallo. Sapeva di limoni.


Detto questo, avrei finito per quanto riguarda la cena. Purtroppo, mi duole altamente dirlo, le caxxate memorabili sono un pò latitate... tutti sottotono sotto questo frangente, chissà come mai...


In particolare a livelli sotto la sufficienza, Sorellina e Ziottola Bradipicchia. Maledette nei secoli a venire. Noi aspettiamo tanto, attendiamo con trepidazione nuove elucubrazioni fantastiche, assiomi idioti perfetti nella loro formlazione, teorie astruse riguardo alle varie branchie dell'umana deficienza... e loro nulla.


In effetti, anche io sono stato sotto tono. Ma spero con questo post e questo racconto e queste parole e questa storia e queste chiacchiere e queste stronzate... di essere riuscito almeno almeno a guadagnare la sufficienza. Giudicate voi.


Questo ennesimo Sabato in Famiglia (il che fa molto trasmissione di Magalli)


 


PS dimenticavo. Esiste un nuovo apparecchio per il controllo della velocità. Avvenieristico, pratico, comodo, veloce, trasportabile... Il Carmy-Limitator. Per ora è disponibile in pochissimi esemplari (1), ma funziona alla grande. Amico Paky, il cui cervello è stato reso supersonico dalle ore davanti alla Playstation, ne ha l'unico esemplare.

domenica 1 aprile 2007

Taboopost

Ed eccoci qua all’ormai consueto Sabato Sera Formato Famiglia, un appuntamento che sta diventando fisso. L’ora del post è quella giusta ed io, più passa il tempo, è più mi sento Marzullo; è la condanna dell’essere Amanuensi.

Prima di tutto, come sempre, i personaggi: Amico Paky, Amica Carmy, Piccolo Ema, Sorella Vale, Nonno Lancio (new entry, ne parlerò), Mammaval e Papà Andy. Abbiamo perso anche due personcine lungo la strada (mi dispiace, ma la Sorellina così ha deciso).

 

Parliamo primamente di Nonno Lancio. Ho un Nonno. Si chiama Lancio, a quanto pare. A volte si chiama anche Jakopo. E’ il papà del mio papà. Ha gli occhiali. Ha due cellulari (è una persona importante). Lavora in banca (cioè, un po’ fuori la banca, ma sempre a che fare con la banca ha). A tempo perso va in bici. Se perde tempo pure lì, suona. Mentre fa tutto questo, scarica. Infine, se proprio dopo aver anche mangiato, dormito e tromb… trova qualche secondo, forse studia Ingegneria.

 

La serata è iniziata nel migliore dei modi, con soltanto una settantina di minuti di ritardo, casuati da un decelebrato che si è dipinto la faccia di blu ed arancione (che, tra l’altro, sono i colori del Cascina… SPERO DI NON ABITARE MAI A CASCINA, con tutto il rispetto per le cascine). Superato questo scoglio e perse due persone (del resto le nostre serate sono alla Highlander… “ne rimarrà soltanto uno”…) ci siamo diretti al simpatico Leningrad Cafè; ovviamente un posticino ameno, pieno di brio e politically correct (nel senso che è politicamente schierato e che ti correggono tutto, pure l’acqua del rubinetto, con vodka a 36000 gradi). Prima di entrare, però…

 

però…

 

però…

 

io e sorellina… abbiamo… avuto…

 

avuto…

 

UN UOVO DI PASQUA A TESTA!!!

 

Tutto per noi, un bell’ovetto da mamma e papà. Come eravamo felici, sembravamo quasi due adulti che ricevevano un uovo di Pasqua, sbalorditissimi, felicissimi e … issimi, insomma. Ma ci pensate? Un uovo di Pasqua tutto per me!!! Erano, a occhio e croce, una dozzina d’anni che non ne ricevevo uno tutto mio. E c’era pure la sorpresa!!! (vabbè, la sorpresa ancora devo capire cos’è… è uno Sparviero delle Ande che si impunta in un cono dei Lavori in Corso… mah). Cioccolato al latte.

 

Ci siamo appropinquati al Leningrad, io con il mio bell’ovetto sopra la testa a mò di Coppadelmodocempionslig, sorellina con l’uovo nella borsa (mi sa che lo voleva tenere al caldo per covarlo meglio… che ingenua… ma è ancora piccola e certe cose non le sa), Nonno zampettante, Papi e Mami variamente abbracciati, Amici materializzati dal nulla accanto a noi. Entriamo, io per primo. Troviamo un tavolo. Ci sediamo ad un altro. Optiamo per un altro ancora. Prendiamo Taboo. Prendiamo Pictionary. Prendiamo da bere. Apriamo le uova (difficilissime da aprire, intagliate con perizia in marmo di Carrara). Mangiamo il cioccolato. Apriamo le sorprese. Riprendiamo Taboo. Apriamo Pictionary e prendiamo il tabellone per giocare a Taboo. Facciamo sparire il tabellone. Iniziamo Taboo.

 

Maschietti contro femminucce.

Conoscete Taboo? Se sì, potete continuare a leggere. Se no, non ci posso far nulla e a quest’ora non mi va di spiegarlo, quindi compratevelo, imparatelo e tornate a leggere in un secondo momento.

 

Se sei arrivato fin qui, vuol dire che conosci Taboo. Complimenti. Già questo ti da diritto ad un buono sconto alla Mensa di Via Cammeo e alla Fila VIP (Veramente Intraprendenti Persone… chiedere di Andrea) e alla possibilità di un’intesa delle future frasi.

 

Mammaval - Lo hai nella borsa, umido, per soffiarti il naso

AmicaCarmy - Fazzoletto!

Mammaval - Umido, nella borsa.

AmicaCarmy - FAZZOLETTA!!!

 

NonnoLancio – E’ nato da una sega

Tutti – Ahahahahaha

Piccoloema – GESU’!!!

 

AmicoPaky – Cosa esce dal culo della quaglia?

(ma proprio quest’esempio e la parola quaglia per far indovinare UOVO???)

 

AmicaCarmy – L’apocalisse… per le donne…

Donne – Apocalisse???

PapàAndy – La menopausa

(la parola era FUNERALE, per la cronaca)

 

Mammaval – Dai, come si chiamano quegli arbusti pelosi… arbusti pelosi… dai…

(la parola era GHIRLANDA)

 

Eh, sì, è proprio così e purtroppo è tutto vero. E’ stata scoperta questa sera una AmicaCarmy in forma smagliante; entrata in sostituzione di una spenta Sorella Vale (e caxxo, ci credo, si è bevuta una coca-cola…). Piccoloema così così, Mammaval su alti livelli anch’essa, Papà nel suo ruolo sempre il migliore (a ridere), AmicoPaky standard, NonnoLancio… è NonnoLancio (a proposito, è stata immaginata una tresca tra lui e la Zia Vecchia; impossibile, data la differenza d’età. Il Nonno ha 120 anni, portati benissimo, ma pur sempre troppo maturo anche per Zia Whiteletta).

 

Poi via, nella pioggia e nella Punto (sìsì, la mitica Puntocarroarmato… quella che si usava nell’Operazione Desert Storm nel ’92 in Kuwait… sperando di aver azzeccato anno e lettere… anzi, scrivo Q8 così non sbaglio), verso casa e nuove avventure. Con qualche kilo di cioccolato in più.

domenica 25 marzo 2007

La Gigia (pronuncia La Jijia)

La Gigia (pronuncia La Jijia)

Ovvero Quel Che Rimane E’ Una Tovaglia

 

E riecco la Famiglia intorno ad un tavolo, ovviamente per le cose che le riescono meglio: ossia mangiare e sparare cazzate.

Premettiamo: non ci siamo divertiti come l’altra volta. Avevamo promesso a Zia Bradipoletta di non ridere troppo, data la sua mancanza. E, devo dire, siamo stati molto attenti. Ogni volta che qualche situazione ilare superava un certo livello di guardia, ci azzittivamo tutti, facevamo penitenza e ricominciavamo da zero, cioè dalla seriosità assoluta. Abbiamo fatto proprio un bel lavoro.

Presenti Amica Carmela, Amico Paky, Papà Andy, Piccolo Ema, Sorella Vale, Mamma Valeria, Zio Francesco (new entry, finalmente uno zio!). Assenti, le due stagionate Zie, Maryan e Biancolet, una per problemi all’apparato digerente e l’altra per problemi ispanici. Luogo di ritrovo: Piazza Del Piccione Impiccato, Lucca. Luogo di degenza: La Gigia (pronuncia La Jijia), famigerata trattoria lucchese.

Il Piccolo Scrivano ha scritto e non ha scritto. Ci sono stati infatti solamente degli appunti, non un resoconto dettagliatissimo. Eravamo in un luogo pubblico; quindi, senza carta, l’Emanuense si è dovuto arrangiare scrivendo sulla tovaglia (di carta… ma non si sarebbe fermato neanche davanti alla seta).

Si proverà a collegare in qualche modo tutte le frasi, come si faceva coi puntini della Settimana Enigmistica.

 

Ovviamente, non si può non iniziare dalla prima frase “Io mi ciamo Emanuele e o cincue anni” che credo sintetizzi alla perfezione il mio recondito pensiero (o almeno è indice della sua assenza). La piccola Sorella Paperella ha argomentato circa la mia totale imbecillità. Poi ha aggiunto che sono fastidioso. La mia risposta “E’ vero, mi sto sui coglioni pure io. Ecco perché non mi guardo mai allo specchio” ha messo a tacere ogni altro discorso. Ergo, sono un imbecille senza ombra di dubbio.

Diciamo che gran parte della serata verteva su una cosuccia capitata a Mamma, ma che non ricordo assolutamente. Comunque, ecco qualche appunto circa l’argomento:

E’ SEMPRE MEGLIO AVERMI COME AMICA CHE COME NEMICA… STO COME ‘NA JENA… DOMANI FACCIO UN MACELLO… VAFFANCULO A ME? VAFFANCULO A LUI… VALERIA SOTTO I PIEDI NON TE LA METTI… QUANDO VALERIA SCOPPIA FA ‘NA SEGA ALLO STROMBOLI…

Ed altre amenità di questo tipo. Non parliamo di gesti alla Moratti assortiti, di 4507 parolacce (tutte diverse e piene di brio), faccette incazzate, sigarette e sbalzi d’umore preoccupanti. Zio la guardava strano. Papà Andy pensava allegramente al proprio futuro. I Piccoli cercavano di non ascoltare (per non imparare) le paroline della Mamma, ma quelle, niente – zac – imparate. Poi nessuno venga a dire che siamo maleducati!

Insomma, Mamma vuole girare nuda per casa… non si può? Sorellina già gira solo in mutande, ha imparato presto.

In tutto questo, Papà è diventato famoso. Prima pagina di Repubblica. Domani comprate. E leggete. Fidatevi… Vabbè, diciamo quasi famoso. Ha scatto la foto di un bambino morto… Vabbè, quasi scattato. Diciamo che più precisamente l’ha trovata… ehm, mi dicono dalla regia che gli avevano detto di trovarla; lui l’ha solo cercata ma nulla… Insomma, ha avuto qualcosa da raccontare nei due minuti necessari a raggiungere il parcheggio dietro casa sua…

Lo sapete che mia Sorella si fa di aerosol; sìsì, credeteci. Adesso è diversa. E’ una bimba broncodilatata.

Si è parlato del compleanno dell’Anziana, il 26 Maggio. Dovrebbe compiere f(x)=26^(x2+sin(x+8)) [anni in db]. I produttori di candele saranno felici.

Papà mi vuole far vedere il suo quaderno di Energia. Fossi più grande e non fossi suo figlio, potrei equivocare. Ma essendo piccolo, ho pensato che forse ha trovato la formula dell’Onda Energetica di Dragon Ball.

Zitti tutti: ho una poesia da recitare…

Un’apetta

Una petta

Una pettola

Unap etta

Clap clap clap. Grazie degli applausi, troppo buoni. Bis. Bis. Biiis. Volete il bis? Ecco un’altra declamazione di versi, tratta da una libera interpretazione dell’Amleto:

Tensioni o piatti, questo è il problema.

Tensioni o piatti, il mio dilemma.

Tensioni e piatti, qual è il legame?

Eh sì, lo so che è difficile ed introspettiva. Speriamo che almeno Battiato la capisca. Pertanto, ritorniamo sulla Terra, con questa frase:

“La terza serie di basket femminile sta sotto il ping pong per gay”

Sìsì, l’ho detta. E potrei aggiungere una citazione da Sorella Vale:

“Scivolano ‘ste cose. Ho in mano cose che scivolano”

 

Nel mentre, ovviamente, parliamo delle portate. Antipasto. Non so neanche cosa ci fosse, io gli antipasti li salto per definizione. Poi, primo. Pappardelle al cinghiale per tutti… per tutti? Ma no, ovviamente, io risotto ai funghi (in realtà le pappardelle le volevo pure io, ma mi dovevo distinguere). Ancora pappardelle, perché il Gigio (pronuncia Jijio) ne ha portate altre. Indi arrosto misto cum peperonata (solo Papà) cum insalata (un po’ tutti tranne me e non so chi altro). Dolce a forma di tiramisù (e qui Sorellina ha iniziato un discorso… non finiva più… l’abbiamo dovuta abbattere con una doppietta). Caffè. Limoncello.

Ci sono stati anche Vino e Prosecco con noi, per un po’, a farci compagnia. Come si sa, Vino è un gran compagnone. Molto amico di Paky (che versava a destra e manca), parlava un po’ con tutti. Ma si vergognva un po’, era tutto rosso. Prosecco, invece, è venuto proprio un attimo, presentatoci da Gigio (pronuncia Jijio) che, rintronato dal fumo della sigaretta di Mamma, l’ha chiamato. Prosecco è venuto, ha salutato ed è andato subito via (giù).

Sono stati fatti svariati brindisi. Vorrei ricordare quello offerto alle due “colonne portanti assenti” (le zitte), quello “a noi” (che sembra molto fascista, ma non lo era assolutamente), quello “a chi ci vuole male”.

Come vedete, di cazzate ne sono state sparate, ma in modo ridotto per venire incontro alle vostre capacità mentali (come diceva un lontanissimo Luttazzi). Mi preme solo lasciarvi con una storiella. Il titolo è STORIA FANTASTICA: PAPA’ E LO STUDIO.

Il mio papà stamattina ha studiato dalle 9.30 alle 10.15. Per colpa sua e dei suoi libri mamma ‘sta ‘na iena. Pensate, si è messo a fare Energia: ha un quaderno che non vi dico e che vuole mostrare a tutti. Immaginatelo a studiare. Diligentissimo, con la materia grigia a colare dappertutto (e mamma a pulire), sudato per lo sforzo, imbottito di caffè (peggio di Sorellina con l’aerosol), pronto a gestire tutte le aziende della Lucchesia (compresa l’Ortopedia Michelotti, il settore trainante dell’economia di San Concordio).

Ecco detto, ecco fato. Sono stanco, ho scritto per inerzia. Ho scordato tanto. E poi mamma era ‘na jena, non si poteva fare di meglio. Mamma, domani vai e uccidi. Fai una bella combo, mi raccomando. Papà, smetti di studiare che, come vedi, succedono catastrofi e a Mamma sale la pressione. Sorella Paperella, domani vinci per tutti noi (e non tirare gomitate se sei davanti all’arbitro). Amici Paky&Carmela, non correte con la macchina (sì, Carmela, mangio tutto… sì, Carmela, sto attento alle macchine… Paky, voglio la Playstation). Zio Francesco, buona fortuna per domani (controlla la sorella e prendi il treno). Piccolo Ema, vattene a dormire.

 

Siamo alla fine. Quindi… Chicicicici. Chicicicici. Chicicicici. CHI-CI-CI-CI-CI.

lunedì 5 marzo 2007

Diario di una cena in famiglia

Eccovi il diario promesso e spero tanto atteso. La sera tra il 3 e il 4 Marzo è avvenuto tutto questo (anche qualcosa in più, ma non sono stato abbastanza lesto di bic)... buona fortuna lettore, ne avrai bisogno


PISA 3 MARZO 2007-03-07


 


Buona sera a tutti.


Eccoci qui, ad una cena che è qualcosa di più. Ad un karaoke che è qualcosa dimeno. Ad una serata che è quello che in realtà è.


Presenti 7 regioni all’appello (ovviamente una nazione sola), tante città ed altrettanti quartieri.


Vediamo un po, in ordine sparso: Mamma Valeria e Papà Andy, Zie a volontà ( Biancoletta e Marianna,alfabeticamente parlando), Amici di famiglia (Carmen e Pasqualino) e due bimbi rompicoglioni (io, Piccolo Ema estremamente più fastidioso di Sorella Valentina).


Inizio queste mie memorie (perché di memorie si sta parlando, non sopravviverò) dopo vodka e vino (2 bottiglie). Non vi dico cosa mi sta circondando. Letteralmente 5 donne umide e stanche, stravolte da danze frenetiche stile tribù africana. Ho appena visto una foto in cui un braccio è evanescente. Sorella vale chiede dov’è il bagno. Si parla di ologrammi.


Vediamo un po, sono le 22.50 ( zia sessantottenne rolla) e la cena ancora non si vede, il vino scarseggia, le canne girano, zia Marianna mangerebbe riso crudo…mi correggo, dicono che il vino ci sia, io me la sto facendo sotto, richiedono la playlist…tante cose stanno accadendo contemporaneamente, e a me sta già venendo il crampo dello scrittore.


Purtroppo non mi posso fermare perché non potendo parlare, almeno qualche graffio in questa serata lo lascio pure io.


Comunque, finora, ecco qualche appunto sparso: ho visto un filmato di papà che canta Nino D’Angelo, la stampante che non stampa, zia Biancolet che mi prende a gomitate dietro la testa, ho sentito canzoni karaokate (o almeno così voleva essere)…


Sinceramente quello che avevo detto qualche rigo più in su vale ancora:mi sto pisciano addosso…quindi pisc-stop.


Svuotato il pipistrello, rieccomi a scrivere.qua mi sa che a me non tocca nulla vista l’aria che si sente;pare che stiano girando ALIVE-sopravvissuti. Tutti si guardano famelici, bramano carne umana (e ovviamente vino).


E’ partita maledetta primavera e zia Marianna sta ripetendo le divisioni: 1 litro di vino diviso 8 non dovrebbe essere difficile.


… abbiamo fatto un brindisi…


qualcosa sta bollendo in pentola;non so cosa e non so se lo voglio sapere. Zia Maerianna spaccia idraulici ( e mi travia la sorella); ma ke caxxo di zia mi è capitata.


Zia Biancoletta è alle mie spalle e non so quello che sta facendo.


Io sono uscito da una rotativa, lo sapete? Mia sorella è uscita invece dalla parte giusta (questo per completezza).


Dalla regia mi dicono che c’è pure il tiramisù. Questo per la cronaca.


Il riso sa di tappo. Il riso è scotto. Il riso sarà fatto? Mamma mia, pur di mangiare lo stanno assaggiando tutti.


Mamma va a fare pipì. Sorella è in attesa. Biancoletta vuole passare.


Mamma è uscita dal bagno. La sorella in forchetta tutto e tutti; le ci vuole il porto d’armi, credo.


Zia Biancolet sta tentando di cucinare; del resto a 68/69 anni dovrebbe essere la nostra memoria storica…quindi dovrebbe essere quella che sa cucinare meglio.


Mi chiedono che pasta voglio. Sinceramente non lo so. Zia Marianna dice che devo andare al ristorante, paga papà.


Qualcosa credo che stia bruciando, ma io non dirò nulla. Voglio proprio vedere se qualcuno se ne accorge.


Si parla di tronchi (o tronky…o troncky…o tronki…)… Mia sorella mi ha imboccato, mi ha dato le schiacciatine della mensa.


Mi stanno a dà un etto di pasta (mi volevano dare 20 grammi)… Chissà se tornerò mai a casa.


In Toscana fanno il pane non salato; ma la mitica mamma ha il pane cum sale, così come dev’essere fatto.


Carmen ride e basta. Zia Biancolet non so da quanto tempo sta tritando quel prezzemolo…è diventato polvere verde.


Coff…Coff (questa è la mia tosse)… Ah, novità! Si mangia a turno, da quanto mi è dato di capire. Zia Marianna, ovviamente, si è prenotata per prima. Il pane sta finendo.


La Carrà (immancabile ormai) sta cantando la propria Tanti Auguri.


Oddio, mi sto perdendo tante caxxate; non riesco a star dietro a tutti.


Sorella Vale, dovete sapere, cavava le molliche da piccola.


Papà ride e sorride, mangia pane… in pratica è inutile.


On air: Alan Sorrenti.


Mamma e zia Bincky (che bel diminutivo, ogni volta Biancoletta è troppo lungo) stanno armeggiando col riso. Chissà che caxxo ci esce. Mi sa che anche gli spagnoli si leccheranno i baffi ( quelli che non hanno i baffi probabilmente se li faranno crescere).


Pare che stiano per iniziare a fare i piatti. Mah, si sopravviverà?


Il giornalista padre sta facendo l’intervista alla pallanuotista sorella; adesso diventerà qualcuno, meglio di Giusy Malato.


È partito il nano. Idioti, mica Berlusconi. Intendo Cocciante e la sua bella senz’anima.


Zia Marianna invita ad intingere…e questa frase si potrebbe intendere in molti modi. Qui mi sa che non mi lasciano nulla da mangiare: zia marianna mi sta inculando tutto il sugo.


Zia Marianna sta dicendo una cazzata.


Col passare degli anni, noi mangiamo gli estrogeni e ci diventa più piccolo”.


Zia Biancoletta è esperta di Viagra.


Ragà, non ci sto a capì più niente. Mi stavano a fa spaccà i denti con pasta cruda e senza sale. Sorella Vale ha coinquilini a cui le eliche girano.


L’idea del bowling c’è ancora. Zia Marianna ha le pantofole coi tacchi. Sorella Vale, mi sono scordato di dirlo, viene dall’est ( credo Polonia, ma non ci giurerei)…è venuta per fare la badante comunista di Lady Byanche.


Mamma sta togliendo i vuoti di vino…e sono tanti, lo giuro.


Rettifica: mia sorella è ungherese, scusate tutti.


Qui stanno chiamando la Misericordia…speriamo vengano e non si mettano troppa paura.


Siamo dolci creaturine, dice la sorellina…secondo me vede troppi Puffi in TV…è la bimba di st’estate che le ha fatto vede tutti i folletti di sto mondo (secondo me sorella è partita).


Fanno i piatti, addirittura. Sono le 23.40 circa, in perfetto orario direi. Mamma mi sta chiamando, devo andare a mangiare prima che mi fottano tutto.


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PISA 4 MARZO 2007


E finalmente è domenica. Sono le 00.13 e la cena prosegue.


Io ho mangiato a parte al tavolo dei bimbi. Gli altri stanno sfondandosi di paella. Dicono sia buona. Certo, ha effetti collaterali, ma ancora nessuno ha smesso di respirare.


Papà è già in pigiama che se l’è fatta sotto: ha la pipì alcolica.


Pasqualino è fuori al cell.


Sorella trova i reggiseno a 3 euros ed è avanti a tutti gli altri in quanto a colori. Le altre mangiano senza fiatare. Io annoto senza sosta e senza tregua. È stato aperto altro vino; adesso siamo al bianco, finora è sceso solo rosso.


Devo ammettere che Zia Marianna e Sorella Vale sono una fonte inesauribile di caxxate; sempre nuovi spunti. Basta un po’ di vinoe possono considerarsi come una fonte rinnovabile.


La mamma di Zia Marianna fa i gamberoni.


Zia Biancolet, mentre legge si da il tempo…sennò esce fuori sincronizzazione e non capisce più niente. E aggiungo, sa pulire pure i gamberoni.


Carmen: “Ma avete mangiato?”.


Zia Marianna:”Vabbè,il riso ti tiene teso un ora.il pesce è acqua…”


Sto emettendo suoni gutturali…chissà perché ma solo Zia Marianna mi intende.


Ma che caxxo di amici ha sorella Vale? Ha una tipa che piange sangue, un tipo che rutta la Divina Commedia, il solito tipo a cui girano le eliche, UNO CHE SI E’ VESTITO DA LAPIDE (detto Gabriele, insegnante e portiere di pallanuoto).


Zia Marianna, sul balcone sta facendo il Re Leone. Potremmo chiamarla Zia Ruggito Selvaggio (questa è di sorella) d’ora in poi.


Zia Marianna vuole asciugare la patta di papà. Anzi, ci ha ripensato.


La povera Carmen sta facendo i piatti. Di solito li faccio io quando mi trovo in una situazione del genere; ma adesso sto scrivendo, cosa che adoro un po’ di più.


Zia Biancholettolissima sta facendo il jolly; gira per casa senza alcuna meta.


Sorella Vale è andata da Giacomino.


Si sta iniziando a sparecchiare…sono le 00.35 circa.


Che seratina eh? E siamo solo all’inizio. Devo finire questa risma, Udite udite. A casa di Valentina esiste pure qualche coinquilino normale (il Giacomino di cui sopra).


Zia Marianna ha smesso di ruttare durante la lettura pubblica del suddetto testo. Mancano 3 bottiglie di vino; basteranno per il prossimo quarto d’ora?


Papà soffre il solletico.


La testa di Zia Maryann è centrifugata, dicono. Lei risponde che ancora non è entrata nel cesso. A questo punto mi chiedo: zia M. si pettina con la testa nella lavatrice?


Vengono scattate foto e le due sorelle (Binche e Mamma) parlano di ingravidamenti liceali.


Ho le piattole. Così sembra, almeno.


Zia M. a Sorella: “Allarga le cosce”.


Zia Biancolè sta installando Windows Vista sulla fotocamera: sò due ore che la guarda e spisppola.


Sto spirando, lo dico ufficialmente.


Zia ha ricominciato a ruttare. Marianna ovviamente.


A Zia sta venendo la pipì. Vuole il catetere a 45 anni. Ora glielo presta zia B. che ne ha tanti. Troia sexy che non fa pompini ma con il catetere rosa da borsetta di Luì Vvvviinttoooon. Scusate, la troia sexy etc.etc. è Zia Marianna, mica la zia Anzianotta.


Zia Marianna è una piaga, un catetere a fiorellini. E ha pure lo spazzolino e le ciabatte che puzzano.


Papà deve andare in missione a seguire la Serie C2 libanese.


Tralascio le varie pronunce della parola Afganistan.


A zia sta uscendo e a sorella sta arrivando in cima.la luce è sullo specchio.


Sorella:”Ho dimenticato le formine di silicone per te…quelle per farci i dolci”.


Zia B.:”Bevici su che è meglio”.


Zia Marianna si è svuotata.


Zia Marianna è tornata in bagno. Sarà diarrea? Pasq:”Che è lo Stromboli?”


Aspetto la storia del Carrefur di Sorella Valentina. Forse è stata inculata al Carrefur? (“io e mamma ci prendiamo le nostre…in verità l’abbiamo presa in Corso Italia”). Che sarà successo al Carrefur?


Questo magico posto in cui i culi girano a profusione; i peli pelosi girano anch’essi… Niente, del Carrefur non sapremo mai niente…potrei inventare io ma non mi va.


AIUTOOO…sorella sta bevendo acqua. Sopravviverà?


Sono le 1.13 e non si accenna a smettere.


Zia Marianna è tornata vergine. Sorella: “Bene s’è ricucito tutto”.


Stanno iniziando ad incazzarsi tutti con me. Forse ho scritto qualcosa che non va?


Non si riesce a capire chi tra Mamma e Papà ha pagato per andare con il partner.


Nuovo soprannome: Biancolatte. O ancora: Pan di Stelle.


Le pettole mancano in questa serata.


“Caccialo fuori, rimettilo dentro”, zia M. dixit.


Zia Bradipoletta. Zia Brakypoletta. Zia Bradipy. Zia Brady. Perfetto.


Punto.


Arriva il tiramisù. Nei piatti. Con le forchette. Zia Brady smista tiramisù che manco Vissani.


Dicono sia buonissimo, Carmen è in estasi, continua a far complimenti.


Mi sa che stacco per qualche nanosecondo così mangio.


Zia mi sta imboccando. Se non mi infilasse il tiramisù nel naso non sarebbe male.


Zia Biancoletta ha il PARKINSON.


Il tiramisù era davvero buono, confermo e sottoscrivo.


“Fanculo a te, al bradipo e al tiramisù”. Fanculo a me, al bradipo e al tiramisù.


Zia Mary vede fiorellini che parlano e crede ai folletti. Stiamo bene.


Si accettano scommesse: chi dirà la prima caxxata?


Zia Marianna vince: “Ti piace il gatto? Non ce l’ho qui, ce l’ho giù”.


Mi dicono di iniziare a pensare e scrivere caxxate mie. Potrei, ovviamente, senza alcun problema. Ma necessito comunque di spalle comiche e se nessuno mi supporta non mi viene nulla.

domenica 4 marzo 2007

La Reunion

Di reunion, negli ultimi tempi, ne sono avvenute tantissime. Cito ad esempio, l'ultima che temporalmente mi sovviene, il ritorno sulle scene dei Police (eh beh, ovvio che me lo ricordi... sono Sting, del resto...); ma potrei citare il comeback dei Genesis, gli Heaven And Hell (i Black Sabbath con RJD), i Rage Against The Machine, Padre e Figlio Facchinetti...


Iersera, cena. Reunion. Di famiglia. Della MIA famiglia, creata interamente da me e dai miei neuroni malati. Come ben sapete, da qualche mese ho "acquistato" un nuovo padre e una nuova madre. All'inizio non volevano, poi si sono rassegnati e mi hanno adottato ufficialmente. Quindi si sono aggiunte due zie, una sorella e amici a palate. La zia più vecchia è stata un pò ritrosa del proprio status, ma alla fine anche lei ha dovuto cedere, mentre quella "giovane" (45) ha accolto di buon grado la parentela. La sorella si è subito comportata da sorella, così come gli amici. Tuto bello, tutto perfetto.


Sabato sera, tutti insieme a casa di mamma, l'Evento. Il quadro perfetto si è avuto col mio arrivo, verso le otto e mezzo (come al solito sono arrivato per ultimo... e che cavolo, ho cinque anni, la macchina non la dovrei saper guidare!), quando tutti, ma proprio tutti eravamo sotto lo stesso tetto. Dovevate essere lì, l'aria era frizzantina (di vino, più che altro) e sorrisi si sprecavano. Sembravamo proprio una di quelle famigli che si riuniscono per Natale, tutti in attesa dei regali e delle cibarie. In effetti io e sorellina speravamo ci fosse pure il camino così Zia Biancolet ci avrebbe raccontato le storie della sua infanzia. Purtroppo, niente camino. Vabbè, ce ne siamo fatti una ragione.


In questo post non racconterò nulla di ieri sera, voglio essere chiaro. Sarebbe inutile. Sapete, praticamente il racconto già l'ho fatto. Come dite? Dov'è? Domanda legittima. Il racconto, la cronaca, è a casa di mamma in attesa di essere digitalizzato (cosa che, m'ha detto la sorellozza, è già stato fatto). Infatti, dovete sapere che ieri la mia voce era emigrata in un altro continente; non potevo proprio parlare. Allora, da ciò, il colpo di genio. Scrivere. Scrivere tutto e anche qualcosa di più. Ho chiesto a mamma i pennarelli e mi sono messo di buona lena a giocare. Da bravo bimbo piccoletto, ho fatto vedere a tutta la Famiglia che sto imparando, alla materna, a scribacchiare qualcosa. Mentre i grandi parlavano, io ero lì e giocavo. Eh eh eh. Sono uscite non so quante paginette, una lunghezza complessiva di (credo) oltre due metri. Quindi mi spengo qui, in attesa che arrivi tutto, che posterò senza problemi. Ovviamente senza alcuna censura, come nello stile che mi contraddistingue. uno stream of consciousness ripartito tra deliri, soprannomi, castronerie, abbellimenti, frasi celebri e meno celebri, affermazioni, pipì alcoliche, paellas, canzoni, racconti, pensieri e quant'altro.


Comunque, i presenti: Papà Andy (giornalista), Mamma Vale (cucinatrice ed ingegneressa), Sorella Vale (frugoletta pallanuotica), Zia Maryan (personalità confusa, emettitrice regina di abbellimenti sonici), Zia Biancolet (la donna dai molti soprannomi, che non ricorda più il proprio nome), Amico Pasqualino (nel ruolo di giocatore di playstation), Amica Carmen (compagna del playstationman, lavapiatti e sorriditrice a tempo perso). E poi, io, Piccolo Ema, bambino osservatore ed annotatore, con la passione per il mutismo e la battuta tagliente (pensata).