lunedì 18 novembre 2019
Ho visto: Parasite
Squilla il telefono.
"Andiamo a vedere Parasite? Sta alle 23, coreano con sottotitoli in inglese"
"Sicuro che i sottotitoli siano in inglese? Di coreano so solo "An-nyeong-ha-se-yo!" (ndr che significa semplicemente Ciao!) e "Go-map-seum-ni-da!" (ndr ovvero Grazie!) e un film intero in tedesco ancora non lo riesco a seguire"
"No, non sono sicuro per niente"
"Vabbe´, proviamoci"
Buio in sala.
(per fortuna i sottotitoli sono in inglese)
Cominciamo col dire che e´ una commedia che si fa drammatica, e´ un occhio sulla societa´ coreana, critico, ma che si allarga a comprendere anche la societa´ occidentale. C´e´ una punta di spionaggio e un q.b. di azione. Non se ne puo´ catalogare il genere, il tutto e´ sapientemente mischiato insieme.
Senza troppo scendere nella trama, e´ la storia di come due famiglie coreane, una poverissima e l´altra ricchissima, vengono a conoscersi e ad interagire.
E per prima cosa, gli spazi. tanto la casa dei poveri e´ piccola, sgangherata, piena di cose, rumorosa, inadatta a contenere la vitalita´ della famiglia, tanto la casa dei ricchi e´ grande, pulita, minimal, essenziale, silenziosa, quasi che non bastino mai i respiri dentro ad animarla veramente. Un parallelo perfetto e´ la finestra dei saloni di entrambe: si passa dalla fessura che da´ vista sul - anzi - nel vicolo, pieno di vita sudata e pisciata, di iper-realta´ dei bassifondi di una metropoli alla gigantesca finestra sul giardino perfetto, pieno di calma, ma con una siepe che non si sa se separi l´interno dall´esterno o il viceversa (non vuoi essere visto o non vuoi vedere?). Mille altri esempi son presenti solo su questo tema, come il water rialzato da dove arriva il segnale wifi (la famiglia povera risiede al di sotto di questo standard, oggi accettato come minimo) o la ridiscesa agli inferi (quando troppo in alto si sale, la caduta fara´ piu´ male).
Quindi e´ tutto un gioco di contrasti (povero-ricco, basso-alto, sporco-pulito...) che si mantiene pero´ in perfetto equilibrio: non c´e´ manicheismo, il bene non e´ da un lato, cosi´ come il resto non e´ male. E´. E´ semplicemente cosi´. Sono le situazioni a creare l´empatia tra spettatore e personaggio ad ogni scena, senza mai regalare privilegi a nessuno in tal senso.
Lo spettatore non parteggia completamente, pur all´interno di una storia che descrive la netta separazione tra le classi sociali, tema sentitissimo in Corea del Sud (lo posso testimoniare, lavorando per una societa´ coreana). Cio´ che risalta maggiormente e´ l´immutabilita´ di questo meccanismo sociale, gioco delle parti in cui chi e´ nato nella meta´ giusta lo e´ quasi per diritto divino e che non bada minimamente all´intorno. Da occidentale non penso di poter cogliere perfettamente questa sfumatura perche´, mentre in Occidente le classi esistono ma possono liquefarsi e mischiarsi (come il sogno americano suggerisce), in Corea chi ha potere avra´ sempre la precedenza soverchiando ogni velleita´ altrui. I poveri Kim hanno dalla loro un mix esplosivo di voglia, intelligenza e tenacia che, in un qualunque scenario in direzione EU-USA li trasformerebbe in uno spot di riscatto sociale mentre in Parasite li vede partire e ripartire sempre dallo stesso punto, immutabile come si diceva.
Chi prova a rompere l´equilibrio e´ rappresentato dal solo Min, l´amico di buona famiglia dei Kim il quale - estremizzando - paga immediatamente il proprio aiuto (reale e realizzato) con l´esilio (chi forza le regole, anche se a fin di bene, e´ fuori dalla societa´, da qualunque classe). Tutti gli altri personaggi tentano di elevarsi, di progredire, ma in realta´ ricadono sempre nel proprio alveo. Per salire tanto servono una concentrazione ed una applicazione super-umana che non possono essere mantenute troppo a lungo; si deve avere un piano ma la vita si rivela essere troppo aleatoria da gestire in modo organico e deterministico. Pertanto ci si puo´ accontentare, accettando piccoli miglioramenti nella rincorsa alla vetta, limitando i rischi e vivendo di luce riflessa, ringraziando ad ogni passo sulle scale oppure tentare il tutto per tutto e ritrovarsi con sicurezza nella propria iniziale insicurezza.
Cosa resta? Restano i sogni ad animare il presente, i sogni che alleviano la vita che scorre, ma che sempre sogni devono restare, in modo che l ´equilibrio resti preservato.
venerdì 2 ottobre 2009
La Moglie Dell'Uomo Che Viaggiava Nel Tempo
Non adoro leggere di storie romantiche. Ma Clizia mi consigliò, riconsigliò e straconsigliò questo libro. Alla fine cedetti allo stress e lo comprai. Vi assicuro, uno dei miei migliori acquisti in libreria. L'avrò letto in due giorni, divorandomelo.
Al grande schermo Eric Bana sarà Henry, bibliotecario affetto da uno strano difetto genetico che lo trasporta avanti ed indietro nel tempo mentre Clare sarà interpretata da Rachel McAdams. Non dico di più. Diretto da Robert Schwentke (Fightplan) e prodotto da Brad Pitt.
Un solo appunto. Il titolo "Un amore all'improvviso" fa cagare (scusate la caduta di stile, ma è vero).
martedì 18 marzo 2008
Svuini Tod
Il nuovo film di Tim Burton. Il nuovo film di Tim Burton con Johnny Depp. Il nuovo film con Johnny Depp. Un musical di Tim Burton! Un musical di Tim Burton con Johnny Depp. Johnny Depp in un musical...
Per favore, soprattutto se avete bambini, NON LO GUARDATE... delusione...
lunedì 19 marzo 2007
Libertà , visto
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=2Qrt1_vCi3M]
Libertà è stato proiettato all'Ariston l'11. Scusate, ma ho avuto un pò da fare negli ultimi tempi. Ecco comunque un piccolo sunto.
sabato 10 marzo 2007
Odio Bruno Vespa
Io ODIO Bruno Vespa. Sì. Lo ammetto. Da ieri. Fino all'altro ieri mi stava un pò sulle palle per la sovraesposizione, come penso a gran parte dell'Italia; per i suoi modi di fare, per quella scampanellata odiosa e la musica di Via col Vento.
Ma ieri si è comportato da grande str....o. Stavo vedendo Million Dollar Baby. Ultimo stacco pubblicitario, prima dell'ultima mezz'ora. Maggie è in procinto di salire sul ring per il titolo mondiale. Già pregusto le botte e quello che accadrà dopo mentre scorrono davanti immagini di assorbenti, auto e roba così. Ad un tratto, Vespa. Con la faccia suadente (suadente?) per lo spot pro-PortaAporta. Il solito, penso... e la mia mente ritorna al film. Solo che Neo sta parlando e non posso far a meno di ascoltarlo... ascoltarlo... ascoltare che.. che... che... MI DICE LA FINE DEL FILM!!!
(non ripeterò cosa ha detto il vecchio Bruno per rispetto di chi ancora non ha visto il film... ma vedetelo che è davvero bello)
domenica 18 febbraio 2007
LibertÃ
Tiè, beccatevi 'sto trailer... se qualcuno volesse i biglietti per l'11 può chiedere a me. No problemi. Ma penso finiscano in fretta, attenzione quindi.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=dttr6MGce-I]
E segnalo pure il sito ufficiale del film.
venerdì 9 giugno 2006
Bobby Long
Consiglio: cercate di vedere il film "Una canzone per Bobby Long". John Travolta strepitoso per non parlare di Scarlett Johansson. Storia lieve e dura, ricca e di povertà, d'amore, d'amicizia, d'odio. Di vendette meditate e attuate solo in parte. Di sentimenti e canzoni. Di cose semplici, di New Orleans. Di alcool e sigarette, tanto alcool e tante sigarette. Di poesia.