Sentieri,
questione di poco,
paesaggi che cambiano restando sè stessi.
Piccole scelte per grandi cammini,
è tutto silenzio o tutto gridato.
A volte, c'è una guida,
la sento anche se non la vedo.
Nel silenzio della carta stampata, che mai come in queste occasioni servirebbe per avere qualche numero scritto e non qualche numero detto, ieri, oggi e domani si sta assistendo al pianto dei ricchi in una macelleria sociale. In pratica, chi ha qualche dindo in più passa a far la spesa dai fornitori proletari di salsicce della Festa Dell'Unità. Bella e suggestiva immagine, non c'è che dire. Ma sarà vera?
C'è chi ha il famigerato SUV, che si vocifera sia un cargo siberiano il cui possessore è rimasto intrappolato dentro e non riesce a liberarsi; c'è chi guadagna, ma non abbastanza; e chi spende, più che dovrebbe; le manovre sono ardite, da fare a zig-zag tra PIL (una intera foresta di PIL), aliquote (versione riveduta e corretta di un velivolo in dotazione all'areonautica senegalese degli anni '60), rimodulazione (parola che evoca il sequel di un film... Finanziaria 2007 - The Return) ed equità (operazione semplicissima che si insegna alle elementari e che tali laureatoni del Parlamento, soprattutto i non mancini, non riescono proprio a capire). Mah.
Sinceramente, non so che dirvi. Alla prossima.
Da vero profano della chitarra, da umile contadino della seicorde, da piccolo ed infinitesimo musicofilo... ecco il mio iniziale ed attuale equipaggiamento:
ossia una Cort G250.
Amplificatore Kustom KGA65.
Pedale OD100 OVERDRIVE/DISTORION della Behringer.
Pedale UC100 ULTRA CHORUS della Behringer.
Non ridete troppo miei piccoli John Petrucci che passate per questi lidi...
Ho ancora nelle orecchie le voci di Caressa e Bergomi, dietro la schiena il ricordo dei cuscini del divano e negli occhi il Romeo Neri. La rincorsa impossibile parte. I capitani si scambiano i gagliardetti, i saluti di rito; il meno famoso chiede al Campione Del Mondo una foto, anzi due... i sorrisi volano e sorvolano i cieli romagnoli. I fratelli dirigenti e il presidente stanno lì, in piedi e un pò stretti, abituati agli enormi spazi soliti della casa madre. Tutti con un polsino a ricordare ciò che, comunque sia, è stato; e questo anche per distinguersi in questo purgatorio in cui dicono di essere stati sbattuti (è giusto, credo, ma il tifo vuole essere cieco... tifo???). Da una parte nomi, dall'altra Nomi.
Silenzio per Uno, un NOME, che è andato. Lassù. (ciao G).
Fischio. E via, finalmente a parlare di corsa e sudore, di botte e tiri e calci e testa e tutto. La differenza emerge al primo impatto, poi pian piano scema. Languidamente arriva il fischio. (e ho scoperto che in Purgatorio non danno thè caldo, ma una bibita rinfrescante... Caressa docet). Poi si ricomincia, stancamente come si era finito. Quindi un urlo, a squarciare questo smorto pomeriggio. E un grido soffocato, un pò più in là, seguito da un enorme vaffa (e non per il razzismo). Fine.
Da meno diciassette a meno sedici. Sempre ultimi anche se atteggiati come primi. E' difficile. Nessuno lo crede, ma è difficile.