Come ho già detto stasera, altro che H.M.F.... qui si concorre per il Gods Of Metal!!!
mercoledì 25 marzo 2009
lunedì 9 marzo 2009
Addio...
Proprio adesso non ci voleva! La giustizia, soprattutto in questi tempi, è il Tema (o, almeno, vogliono farlo apparire come più tema del tema crisi... ma questa è un'altra storia). E senza di lui siamo proprio alla frutta, se non al caffè. Di chi sto parlando? Sapeste...
Ha tanti soldi e sorride... ha un simbolo... solitamente non gli si dice di no... è rispettato e temuto... nelle sue ville fa quello che vuole... ha una passione per la giustizia... preferisce il colore nero...
No, idioti, non è Berluskoni.
E' Batman! Muore Batman! Il miglior supereroe, il più umano e normale, il più giustiziere, il più di tutti... la prossima uscita del fumetto (non so quando, forse proprio oggi) descriverà la sua morte...
venerdì 20 febbraio 2009
mercoledì 4 febbraio 2009
Marco.... in arte Marco
Prendete X-Factor. Fatto? Prendete Simona Ventura. Fatto? Prendete un maestro di canto o, come si dice, un vocal coach. Fatto? Prendete un cantante neomelodico, ma neomelodico verace, di quelli di Napoli-Napoli... Fatto?
Maescolate e...
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=jtfyeh_a34c&hl=it&fs=1]
... e poi dicono dell'imbarbarimento culturale...
martedì 3 febbraio 2009
Tufetto?
martedì 20 gennaio 2009
sabato 10 gennaio 2009
martedì 23 dicembre 2008
Sunday Morning Aphorism
domenica 21 dicembre 2008
Saturday Night Aphorism
"Una con un carattere così, non può non vincere Amici"..... Chappy
"Quella è antipatica perchè è antipatica"..... Cliz
"Ma devo andare alla festa, ho anche messo 10 euro". "Ce ne metto 20 io e non vai"..... Pikachu e Cliz
Degni di Oscar Uaild, una sera con una macchina, un telefono e cinque persone.
lunedì 15 dicembre 2008
Brindisi-Formia sola Andata
Chi mi conosce, anche poco poco, sa che sono una persona educata. In particolare, sono un omino ammodo quando mi capita di interloquire ed interagire con commercianti, fuonzionari del servizio pubblico e più in generale con chiunque stia lavorando. Ad esempio, alle fastidiosissime telefonate pubblicitarie a domicilio (è lavoro per alcuni, ma spesso sono "rompine"), io rispondo sempre cortesemente, cercando di far comprendere che a me non interessa l'offerta ma che non disprezzo la persona che mi propone "l'affare". Quando entro in un negozio, cerco di sbrigarmela da me fin quando posso, senza tartassare il/la commesso/a con mille domande o facendo mettere a soqquadro tutto (inutilmente). Rispetto le file. Non urlo, nè strillo per avere più ragione. Lo sconto lo chiedo sorridendo, quando lo chiedo, ed in modo non insistente. Non faccio scenate. Insomma sono il Lord dei Clienti, più o meno (vabbè, a volte posso riporre un dvd nel reparto salumi, posso palleggiare in un supermercato o fare ruttini sottovoce... sono umano, del resto!).
Oggi, stamane, mi sono recato presso la Brindisina Stazione per acquistare un tagliando da obliterare per permettere alla mia persona di ottenere un lasciapassare attraverso le regioni Puglia, Basilicata e Campania al fine di giungere nel Lazio, in particolar modo nella stazione di Formia, quella cittaducola che può gloriarsi della vista magnifica e spettacolare della mia adorata Gaeta. Non mi dilungherò sul percorso, ma il convoglio ferroviario era (ed è) la mia scelta. Ordunque, ignorante della scansione temporale della trenaglia, ho approcciato, nell'apposita teca vetrata del crocevia alto-salentino, un ominide sulla quarantacinquina, esemplare comune di homo biliettaius, volgarmente definito bigliettaio.
"Buongiorno. <pausa in attesa della risposta mai pervenuta> Vorrei un biglietto con destinazione Formia per la giornata di mercoledì". Credevo di esser stato nell'ordine: educato e cortese, aver parlato italiano, non commesso errori gravi sintatticolessicogrammaticali, specificato giorno di dipartita e destinazione. Uniche cose non palesemente enumerate, ma a parer mio assolutamente deducibili: partenza da Brindisi, totale insapienza di orari e coincidenze (ricordo a tutti che in questi giorni variavano gli orari e sottolineo i fatti che nessun manifesto crononarrante affisso al muro era visibile e che non esistono treni diretti, ergo le coincidenze sono ignote).
"Quando vuoi partire?"....... ?........ "Mercoledì... 17".......... "Sì, ma quando vuoi partire?"............ homo biliettaius eustachiolesus?...... "Mercoledì"......... "...... "MATTINA O SERA?", infastidito........... "Ehm.... non so.... ehm.... non conosco gli orari", confusissimo io......... "Senti, vai un pò alla macchinetta là, fammi il piacere, e VATTI a vedere gli orari!".
Detto fatto, all'istante mi giro, penso una frase tra me e me che poi vi dirò e senza profferire parola vado alla macchinetta. Cliz, durante questa mia azione, fa PUM! come una bottiglia di spumante aperta con schiocco la notte di Capodanno del 2000: "Grazie per la gentilezza... certo che la pagano aggratis". Poi, noi e la macchinetta... il biglietto vomitato da lei con soldi di resto perfettamente stirati!
Adesso, io dico.... qual'è l'utilità di un uomo così? La macchinetta, rispetto a lui, mi ha parlato nella mia lingua, mi ha raccomandato di far attenzione ai borseggiatori, mi ha mostrato tutti gli orari possibili ed interessanti, le coincidenze, mi ha sventagliato davanti le offerte, mi ha chiesto se sono adulto e quanti sono, mi ha proposto di pagare in tre modi diversi, mi ha dato la possibilità di effettuare una donazione per una giusta causa, mi ha stampato il biglietto consegnandomelo con i soldi di resto e ha finito con un grazie ed arrivederci alla prossima operazione. Si dice che al mondo d'oggi, le macchine stiano spersonalizzando tutto e tutti, che una volta c'era il contatto umano con il cliente, che... che... che... A CHE CAXXO SERVE UNO STRONZO CHE E' LI' PER AIUTARTI E NON LO FA? NON E' IL MASSIMO DELL'ALIENAZIONE QUESTO TIZIO? UNO CHE E' LI' BRAVO SOLO A STAMPARE I BIGLIETTI?
Insomma la frase che ho pensato è stata "ma viti 'stu pizzarroni! Vafanculo a tei e a ci t'è cacato. Pigghiatela an-culu tui e totta la rrazza tua!!!!!", Cliz ha pensato "Vafammocc' a te e a chella zumpapere 'e mammet.... puozz'a sculà!'", che in italiano si traducono con... VAFFANCUORE!!!
venerdì 12 dicembre 2008
martedì 4 novembre 2008
Cuattro Novembre
lunedì 3 novembre 2008
Il Maestro
Il rumore è quello di un terremoto all'ennesimo grado della scala Mercalli (lasciamo in pace il buon vecchio Richter, una buona volta). La tachicardia è alle stelle. Cosa fare? Pochi secondi per agire... in questi casi velocemente bisogna arrivare in strada, in un grande spiazzo, possibilmente. Insomma dove non c'è pericolo che ti cada una tegola in testa. Veloce come un bradipo, sveglio come un vampiro alle otto di mattina, lesto come Ernesto, piombo in cucina guardando i miei genitori con occhi assonnati. Loro sono lì, tranquillissimi, con il caffè in mano, stupiti solo di veder il mio volto distorto dall'angoscia e dal terrore. "Tutti fuori, presto", vorrei gridare. "Che è successo", riesco invece solo a blaterare, con voce rotta di sonno. "Niente, è solo la televisione del Maestro".
Il famigerato Maestro è un mio vicino di casa, un condomino che abita nell'appartamento sottostante con la moglie ed il figlio minore (un ultraquarantenne, bravo ragazzo, croce e delizia di Padoa-Schioppa). Il suo fine udito è così fine che è quasi inesistente; la moglie è però molto peggio di lui... Tutto ciò si può facilmente notare da qualche chiacchierata che si può fare nel vano scale... "Buongiorno". "Perdigiorno? Ma lo sai a che ora mi sono alzato?". "Ehm, non volevo... ho detto buongiorno". "A voi giovani farebbe bene un pò di latino, sì sì... acquaticus, acquatibus..."... Con la moglie, non si può neanche tentare di parlare in quanto non arriva a sentire la B di Buongiorno. Ovviamente il tutto si ripercuote anche sul figlio. "Ciao Stefano". "CIAOOOO EMANUELEEEE. COMEEEE VAAA???". Diciamo, per fare un'idea, che è sintonizzato un pò più alto del normale...
Comunque, sapete cos'era il terremoto? La scorreggia dello scoiattolo delle Vigorsol. Roba da non credere, vero? Sembra un colmo, ma è tutto vero, ve lo giuro. Il bello è che se stai vedendo lo stesso programma del maestro, hai il dolby surround senza aver speso un centesimo di casse sofisticate, subwoofer e compagnia bella. Il suono sale dalle viscere della terra e penetra dritto nella Tromba di Eustachio, facendo piazza pulita di ogni possibile interferenza. Suono pulito, perfetto, cristallino; solo per il puristi dell'hi-fi. C'è un contro, però. Bisogna sintonizzarsi tutti (dove "tutti" sta per "tutti i televisori di Corso Italia, Via Itri, Via Garibaldi, Via Ponza e Via Bologna") sullo stesso programma. La mattina Unomattina. Alle 13.30 si ascolta il Tg1, alle 14.00 il Tg3Regionale, alle 14.20 il Tg3. Poi pausa più o meno fino alla sera quando si riprende con Tg1, Pacchi e canonica Fiction. E ciò può provocare effetti quasi allucinogeni. Mentre stai guardando la partita, che so, Juventus-Real Madrid può sentire "Ecco Del Piero sulla sinistra... non puoi fare questo... si, ce la fa, stupendo dribbling... lei ti amerà per sempre ma anche no... ecco inquadrata la moglie, contenta per l'azione... scellerata, come ti sei permessa... tiroooo... mancino mi hai scagliato... figlio io sono tuo nonno; nonno, io sono tuo padre... gooool...".. insomma, capite bene che può divenir arduo persino seguire una partita...
sabato 25 ottobre 2008
Perso, persa
Forse ho perso contatto con una delle cose che mi teneva vivo. Sì, deve essere così. Era qui fino ad un momento fa. La sensazione di averla perduta è troppo forte, lacera il mio essere. Sto cercando dietro ogni angolo, ma vedo solo volti vuoti, scale di grigio, monotoni succedersi di eventi, vacui tentativi di riunione mascherati da grandi promesse. Perchè fingere? Perchè illudermi ancora? So di poter fare pochi metri, forse solo un passo. Ma io quel passo voglio farlo. Perchè ammantarsi di parole, splendere solo di luce riflessa, perchè credersi diversi, più nobili, più giusti, più idealisti quando si hanno solo maschere, malfatte per giunta? Perchè dire di osare (non osare, dire) senza avere ali neanche di passero e credere di vedere aquile più sotto? Più perdo, più continuo a giocare; forse sono malato, forse sono un giocatore d'azzardo. E' quella la condanna: voler uscire, ma alla grande, con classe e con il colpo di scena. Che non è mai abbastanza. Non è il coraggio che manca, è la mano giusta che non arriva. Non credo ad una lettera di ciò che mi si dice, eppure sono lì ad ascoltarle, quelle lettere. Corro mentre gli altri si riposano; e sono a guardarmi sudare e a lamentarsi. Parole, parole, parole. Le vere macerie. Solo un passo, voglio fare solo un passo. Cercherò la forza, non l'aiuto.