venerdì 1 maggio 2020

giovedì 19 marzo 2020

Barricati in casa di tutta Italia, Unitevi!

da Jack Folla, 2020.03.11 (direct link)


Siamo barricati in casa. Personalmente non è cambiato niente. Già da un pezzo ero un koala in estinzione su un divano. Ora è come se avessi la nazione intera seduta in salotto. Condividiamo la strizza d’infettarci, la compassione per chi sta lottando con il virus, l’ammirazione per gli eroi in mascherina delle terapie intensive.

Non manca mai l’idiota che propone un carnevale dei Puffi a piazza di Spagna, o un’orgia di massa travestiti da Tarzan e Jane nel suo villone a Fregene, lanciandoci con le liane tutti nudi dalle finestre in piscina. Sul fronte dei sovranisti, invece, meraviglioso silenzio. “Tornatevene a casa vostra” gli è ritornato indietro come un boomerang.

Francamente proporrei, invece del fantomatico Paziente Zero, di cercare il capostipite di tutti gli imbecilli d’Italia. Il primo di quelli fuggiti in treno di notte da Milano per far apprezzare le bellezze del Sud al coronavirus, seduto in grembo a loro sul Frecciarossa o spaparanzato sui trolley. Rintracciare il primo Adamo o Eva che si è catapultato in Sardegna, illudendosi di salvarsi il culo perché ha la villa a Porto Rafael o l’attico a Capo Caccia, infettando i sardi, invece, e centuplicando il rischio per sé e per loro, avendo invaso un’isola che avrà si e no quattro letti e mezzo in terapia intensiva. E segnalare al pubblico sghignazzo il primo di quelli che non resistono in casa da soli 5 minuti. Quello che “se non mangio subito una pizza 4 formaggi, impazzisco”. Quello che “Mi manca l’aria, scusate ma esco anche perché in casa con voi non ci resisto”. Era lui il pericolo pubblico da trovare: l’IMPAZIENTE ZERO.

Ah se avessi un microfono, fratelli. Altro che Radio Londra! Vi avrei trasmesso RAC, Radio Anticorpi Combattenti. Se il Covid-19 è invisibile, le onde radio lo sono di più. Sarebbe stato un combattimento ad armi pari. Perché anche le parole giuste e la musica vera, contagiano. Ma invece di sbrindellarci i polmoni, ci rafforzano le difese immunitarie e ammutoliscono i fessi, quelli che attribuiscono la colpa a un “gomblotto” ordito da Washington, Mosca e Pechino (più l’immancabile Soros) per imporre il coprifuoco e ridurci in schiavitù.

Tenendo alta la solidarietà e l’amore per chi soffre, riscopriamo quella meraviglia che è il mutuo soccorso, come chi si offre gratis di far la spesa ad anziani sconosciuti, rimasti da soli barricati in casa, per non esporli al pericolo. Guardate che nella conchiglia di questa tragedia è nascosta una perla. La grande occasione che ci offre il Covid-19 è di conoscere quello straniero che abitava silente dentro di noi, ascoltare quel che aveva da dirci da anni, essere riconoscenti a Madre Natura, imparare finalmente la lezione. Meditare con lui, leggere con lui al fianco, giocarci insieme, farcelo nostro compagno. E quando saremo finalmente inseparabili dal nostro vero Sé e il coronavirus sarà debellato, tornare in strada con una visione meno egoista della vita, un sorriso nuovo, una forza ribelle, ospitando nel cuore tutti quelli che in questi giorni malati avremo perduto.

martedì 10 marzo 2020

Un giorno rileggero´ queste parole e vivro´ nuovamente questi giorni.

Orme che non verranno piu´ impresse, piccole orme, piccolissime che non conoscero´ mai... e tanta tristezza negli occhi...

Un giorno che dopo dieci anni, ti fa ritornare piu´ forte che mai, nonna.

Casa, lontana, chiusa. L´Italia, chiusa. I cuori, privi di buon senso, chiusi. Che lezione del virus

lunedì 2 dicembre 2019

Frigo vuoto #31

Acciderbola! Mi e´ finita la voglia. E adesso? Scendo a prenderla o mi metto per un po´ a stecchetto? Son davvero indeciso...

sabato 30 novembre 2019

Muto

Nella Grande Azienda c'é la grande Conference Call, dove tutti, ma proprio tutti i dipendenti del Dipartimento della Grande Azienda son connessi, dalle parti più disparate d'Europa.
C'é quello che parla tanto, c'é quello che non ha un buon inglese, ci sono io, c'é quello che fa sempre domande, quello che ha sempre le risposte. C'é il capo di tutti, serio, che parla poco e principalmente ascolta. Un'umanitá variegata riunita attorno ad un telefono, a discutere.

Interno ufficio, giorno. Siamo in cinque: il Grande Capo, il Tipo Serio, il Tipo-che-sta-lá e i due cazzeggioni (io e il Collega). In mezzo a noi, il telefono con i suoi fili tentacolari muniti di microfono e tastino mute. Cinque laptop sul tavolo, cinque belle testoline.

Si parla e si discute, accompagnando la Call al termine. Ad un certo punto, il Gran Capo toglie il muto e comincia con il condividere un'informazione. Come é giusto cala il silenzio in Europa. E... Tuc... Improvvisamente la lucina sul telefono da verde diventa rossa, segno della riattivazione del muto. Il Gran Capo schiaccia nuovamente e cerca di riprendere il filo del discorso.

E ... Tuc... Di nuovo il muto inserito! Io guardo il telefono cercando di capire e sentendo al contempo il gomito del Collega di fianco.

Il Gran Capo riprende, alterato. Al suo fianco il Tipo Serio mi guarda e ci vediamo allo specchio: serietá e cazzeggio a farsi da parte perché é la confusione a farla da padrona. 

E... Tuc... Ancora una volta il Gran Capo viene azzittito. Il Collega mi continua a dar di gomito, il Tipo Serio ancor più spaurito, il Gran Capo rosso in volto.

Ancora.... E ... Tuc...  Quattro teste si girano all'unisono verso il Tipo-che-sta-lá e che, tranquillamente, giocherellava con proprio tastino del muto!
Giocherellava!
Silenziando il Gran Capo!

lunedì 18 novembre 2019

Ho visto: Parasite

E´ un sabato sera diverso da tanti altri. Solo a casa, in silenzio, pioggia fuori, freddo ovunque, tranquillita´.
Squilla il telefono.
"Andiamo a vedere Parasite? Sta alle 23, coreano con sottotitoli in inglese"
"Sicuro che i sottotitoli siano in inglese? Di coreano so solo "An-nyeong-ha-se-yo!" (ndr che significa semplicemente Ciao!) e "Go-map-seum-ni-da!" (ndr ovvero Grazie!) e un film intero in tedesco ancora non lo riesco a seguire"
"No, non sono sicuro per niente"
"Vabbe´, proviamoci"


Buio in sala.
(per fortuna i sottotitoli sono in inglese)


Cominciamo col dire che e´ una commedia che si fa drammatica, e´ un occhio sulla societa´ coreana, critico, ma che si allarga a comprendere anche la societa´ occidentale. C´e´ una punta di spionaggio e un q.b. di azione. Non se ne puo´ catalogare il genere, il tutto e´ sapientemente mischiato insieme.
Senza troppo scendere nella trama, e´ la storia di come due famiglie coreane, una poverissima e l´altra ricchissima, vengono a conoscersi e ad interagire.
E per prima cosa, gli spazi. tanto la casa dei poveri e´ piccola, sgangherata, piena di cose, rumorosa, inadatta a contenere la vitalita´ della famiglia, tanto la casa dei ricchi e´ grande, pulita, minimal, essenziale, silenziosa, quasi che non bastino mai i respiri dentro ad animarla veramente. Un parallelo perfetto e´ la finestra dei saloni di entrambe: si passa dalla fessura che da´ vista sul - anzi - nel vicolo, pieno di vita sudata e pisciata, di iper-realta´ dei bassifondi di una metropoli alla gigantesca finestra sul giardino perfetto, pieno di calma, ma con una siepe che non si sa se separi l´interno dall´esterno o il viceversa (non vuoi essere visto o non vuoi vedere?). Mille altri esempi son presenti solo su questo tema, come il water rialzato da dove arriva il segnale wifi (la famiglia povera risiede al di sotto di questo standard, oggi accettato come minimo) o la ridiscesa agli inferi (quando troppo in alto si sale, la caduta fara´ piu´ male).
Quindi e´ tutto un gioco di contrasti (povero-ricco, basso-alto, sporco-pulito...) che si mantiene pero´ in perfetto equilibrio: non c´e´ manicheismo, il bene non e´ da un lato, cosi´ come il resto non e´ male. E´. E´ semplicemente cosi´. Sono le situazioni a creare l´empatia tra spettatore e personaggio ad ogni scena, senza mai regalare privilegi a nessuno in tal senso.
Lo spettatore non parteggia completamente, pur all´interno di una storia che descrive la netta separazione tra le classi sociali, tema sentitissimo in Corea del Sud (lo posso testimoniare, lavorando per una societa´ coreana). Cio´ che risalta maggiormente e´ l´immutabilita´ di questo meccanismo sociale, gioco delle parti in cui chi e´ nato nella meta´ giusta lo e´ quasi per diritto divino e che non bada minimamente all´intorno. Da occidentale non penso di poter cogliere perfettamente questa sfumatura perche´, mentre in Occidente le classi esistono ma possono liquefarsi e mischiarsi (come il sogno americano suggerisce), in Corea chi ha potere avra´ sempre la precedenza soverchiando ogni velleita´ altrui. I poveri Kim hanno dalla loro un mix esplosivo di voglia, intelligenza e tenacia che, in un qualunque scenario in direzione EU-USA li trasformerebbe in uno spot di riscatto sociale mentre in Parasite li vede partire e ripartire sempre dallo stesso punto, immutabile come si diceva.
Chi prova a rompere l´equilibrio e´ rappresentato dal solo Min, l´amico di buona famiglia dei Kim il quale - estremizzando - paga immediatamente il proprio aiuto (reale e realizzato) con l´esilio (chi forza le regole, anche se a fin di bene, e´ fuori dalla societa´, da qualunque classe). Tutti gli altri personaggi tentano di elevarsi, di progredire, ma in realta´ ricadono sempre nel proprio alveo. Per salire tanto servono una concentrazione ed una applicazione super-umana che non possono essere mantenute troppo a lungo; si deve avere un piano ma la vita si rivela essere troppo aleatoria da gestire in modo organico e deterministico. Pertanto ci si puo´ accontentare, accettando piccoli miglioramenti nella rincorsa alla vetta, limitando i rischi e vivendo di luce riflessa, ringraziando ad ogni passo sulle scale oppure tentare il tutto per tutto e ritrovarsi con sicurezza nella propria iniziale insicurezza.
Cosa resta? Restano i sogni ad animare il presente, i sogni che alleviano la vita che scorre, ma che sempre sogni devono restare, in modo che l ´equilibrio resti preservato.

domenica 20 ottobre 2019

"Imparare" e "Insegnare": sono le due parole che bisogna porre al centro della nostra vita.


Questo lo ha detto ieri Stefano Benni, qui a Francoforte, qui a me davanti

martedì 15 ottobre 2019

Dove é andata la Sinistra?

Da rivedere ogni volta che ci si pone la domanda - anzi - la Domanda: ma che fine ha fatto la sinistra in Italia?


(questo, nel 2010)

sabato 14 settembre 2019

Serve tempo

Le rivoluzioni chiedono tempo.
Passare da Allegri a Sarri sarà un processo per niente scontato. Per adesso non si vede assolutamente niente del nuovo corso: un buon primo tempo col Parma, buoni 60 minuti col Napoli e zero oggi con la Fiorentina. Totale 7 punti ... e ci é anche andata bene.
Speriamo.
Di certo non é un buon inizio (e personalmente non capisco le esclusioni di Dybala e soprattutto Emre Can).
Scherzando...
Con Allegri giocavamo male, gli attaccanti erano sempre abbandonati, eravamo fisicamente spompati, avevamo mille infortunati, facevamo un casino di turnover.
Con Sarri, manco piú il turnover.

sabato 17 agosto 2019

sabato 20 luglio 2019

6x6 + 3

6x5 + 3

Colpa di un altro

Ciao Mattia, da Boris a qui ... a lassú


giovedì 18 luglio 2019

7x3 + 3

giovedì 4 luglio 2019

Lo Gnomino dalle 'recchie appizzute

C'era qualcosa di stupentemente suplime negli anni '90. Era Mai dire TV e uno dei suoi eroi indiscussi era a sua volta il Mago Gabriel. Con lui ho - abbiamo, perché eravamo in tanti - scoperto le meraviglie della Torino Eso e Terica, seguendolo nelle sue mira-bolanti avventure.
Ci ha lasciato.
E un pezzo della mia fanciullezza va via con lui.
O forse, l'uovo di upupa funziona veramente e si é solo nascosto...


6x5 + 3 ...5,7 km

martedì 2 luglio 2019

6×6 + 3 ... 6,76km

mercoledì 12 giugno 2019

Jp done

6km ... 38 m... Vivo

Jp

Ready? No, really not!

martedì 11 giugno 2019

7x4 + 2,5 ... 6,1 km