giovedì 29 dicembre 2005
Tanti auguri
mercoledì 21 dicembre 2005
lunedì 19 dicembre 2005
Fatto
Gaeta. Sera.
Finalmente sono tornato a casa, dopo essere uscito da quella livornese alle 6.55. E stamattina ho parlato, eccome se ho parlato, con il prof di Telematica. Argomento: tesi. Ho per le mani un bell'articolo che parla di router, di algoritmi di instradamento e cosucce varie. Ovviamente in inglese. Sono 8 pagine e dovranno magicamente diventare 70/80. Vedremo.
sabato 17 dicembre 2005
Prossimamente
Luned' Mattina. Pisa. Dipartimento di ingegneria, via Caruso. Ore 10.00. Appuntamento per discutere la tesi.
MAMMMMMMA MIA!!!
Me la sto facendo sotto...
martedì 13 dicembre 2005
Da ricordare
Mi ci sono fissato. L'Aura.
Okumuki, il suo disco, è stupendo, semplicemente favoloso. Consigliatissimo.
lunedì 12 dicembre 2005
Daniela e Mario
Per chi ha unito il proprio cammino
Comunque, eccovi qui, mano nella mano, anima nell'anima. Il giorno è splendido e splendente. Fate in modo che ogni domani sia come oggi, sia una festa e un giorno speciale. L'amore non deve essere regolato da scadenze e da codici a barre; deve essere vissuto, sofferto, capito, fatto, giocato, parlato. Se lo sognate, svegliatevi subito, anche in mezzo alla notte e mettetelo in pratica. Perchè ogni minuto dato dall'uno all'altro è come dato al mondo ed al futuro.
Futuro.
Futuro.
Futuro sia per voi il condividere le stesse emozioni.
Futuro sia per voi come il presente, felice, ricco, pieno di sole.
Futuro sia per voi così oltre da non poter neanche immaginare.
Futuro sia per voi due occhi indifesi da guardare affascinati, da adorare, da guidare, aiutare ed insegnare.
sabato 3 dicembre 2005
Ancora
venerdì 2 dicembre 2005
Mille candeline
lunedì 28 novembre 2005
Fulminante
Picone: "Hey, hai sentito cosa ha detto Berlusconi stavolta?"
Ficarra: "Non preoccuparti, leggo direttamente la smentita domani"
giovedì 24 novembre 2005
Notizia falsa, per fortuna
Tutto falso, per fortuna.
mercoledì 23 novembre 2005
Willy Pete
Spero che Bush, o chi per esso, guardi solamente quelle immagini. Poi avrà chiaro ciò che dovrà fare. E imparerà a governare seriamente un popolo
lunedì 21 novembre 2005
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia e
cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sè stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda
sabato 19 novembre 2005
Non sono triste.
Sì che lo sei.
Non è quello, mi ha detto. Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni che riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi disse, non sei nè triste nè felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.
Io sto aspettando, mi ha detto.
Cosa?
Sto aspettando di fare ciò per cui sono nato.
Questa storia, pag 156 - Alessandro Baricco
Questa, Cajka, è la risposta che avrei voluto darti quando quest'estate mi sparasti contro la stessa domanda. Sono le esatte parole che non ho avuto la prontezza di animare. Le cercavo, ma non salivano, non si cristallizzavano. Spero adesso tu capisca.
venerdì 18 novembre 2005
Non ci credo ancora...
Assurdo, ma tremendamente vero. Qui.
giovedì 17 novembre 2005
lunedì 14 novembre 2005
Così si scrive solo in Paradiso...
Voglio raccontarle una cosa, Florence. Mio padre era un uomo molto ricco, molto più di me. Si mangiò quasi tutto inseguendo un sogno assurdo, una faccenda di ferrovie, una bestialità. Gli piacevano i treni. Quando incominciò a vendere le proprietà io andai da mia madre e le chiesi: Perchè non lo fermi? Avevo sedici anni. Mia madre mi diede un ceffone. Poi mi disse una frase che adesso lei, Florence, deve imparare a memoria. Mi disse: se ami qualcuno che ti ama, non smascherare mai i suoi sogni. Il più grande, e illogico, sei tu.
Questa Storia, pag. 40 - Alessandro Baricco
giovedì 10 novembre 2005
Pesco dal mazzo dei pensieri...
L'elettronica sta assorbendo gran parte della mia vita, le lezioni e i viaggi in treno anche di più. E all'orizzonte cominciano ad affacciarsi pensieri tesistici.
In più c'è chi si sposa, c'è chi si laurea, chi dà esami e chi vuole essere consolato.
Tasti neri e bianchi da studiare.
Idee di suoni e parole.
Troppo poco sonno, giorni sempre più corti ma comunque estremamente lunghi. Questione di punti di vista ed angolazioni.