lunedì 12 giugno 2006

La zolletta di zucchero

La zolletta di zucchero, creata dai cechi, è la più grande stronzata mai inventata. Presuppone che , sei vuoi poco zucchero, tu vada in giro con il piccone.


Gialappa's Band - commento di USA - Repubblica Ceca

Le cose più difficili

Sono due le cose più difficili da spiegare al mondo: la teoria della relatività e la regola del fuorigioco (soprattutto alle donne).


Gialappa's Band - commento ad USA - Repubblica Ceca

sabato 10 giugno 2006

Sempre a proposito de "lo zaino"

Mamma mia, tiv l'ha detto e l'ha fatto... sul blog ha messo la foto "dell'essere"... la posto pure io per insegnare a chi verrà dopo di me da cosa guardarsi:



Capite adesso il perchè del post precedente e dello squilibrio mentale da me raggiunto? Help. Help. Help. Help. Help. Help. Help. Help. Help.

"Zaino"

... non pensavo esistessero oggetti tanto orribili al mondo, soprattutto nel nostro cosiddetto "Occidente Civilizzato"... ieri sera lo "zaino" di tivviettina mi ha perseguitato in lungo ed in largo, arrivandomi a minacciare persino in sogno. Non me lo toglierò più dalla mente, credo, e ciò si ripercuoterà sulle mie esperienze sociali future e probabilmente sull'educazione dei miei (possibili e/o plausibili) figli. E, per allietarvi sguardo e orecchie, NON ve lo posterò nè descriverò.


P.S. ad onor del vero, lo "zaino" - ma è un complimentone chiamarlo zaino - non è di tiv, ma di un suo amico. Quindi, Amico Senza Nome (ma credo Carmelo, però potrei sbagliare...), mi rivolgo a te, sì proprio a te che probabilmente non leggerai mai queste parole. Non ti conosco e non ho nulla contro di te. Sei un mattacchione (con uno "zaino" così...) e sicuramente sarai bello, alto, forte e simpatico; avrai un bel lavoro, una ragazza carinissima e ti auguro di raggiungere in volo ogni tuo sogno. E sono sincero, quando scrivo queste parole. Ma quello "zaino", no, non posso sostenerlo. E non ci riesci neanche tu (l'hai sbolognato a tiv, del resto). Per favore, prendi il tuo "zaino". Adesso guardalo e fatti un esame di coscienza. Cosa avevi fumato al momento dell'acquisto? Quale eclissi di luna aveva condotto i tuoi passi in quel negozio? Perchè Dio (o chi per lui) ha permesso ciò? Adesso girati, guarda il cestino ma non buttarlo, no. Sarebbe troppo semplice. Deve soffrire come io, come te, come tutti hanno sofferto.

venerdì 9 giugno 2006

E' appena cominciato l'evento calcistico più atteso dell'anno e già non posso più fare a meno di Sky Dire Mondiali... lanciatori di giavellotto, modelle ecuadoriane (perchè è così che si dice... modell.... cioè ecuadoriane), Nasimio (num 8 della Polonia), Malati di mente (riassunti nel portiere dell'Ecuador), inni delle squadre svelati per quel che sono...

Bobby Long

Consiglio: cercate di vedere il film "Una canzone per Bobby Long". John Travolta strepitoso per non parlare di Scarlett Johansson. Storia lieve e dura, ricca e di povertà, d'amore, d'amicizia, d'odio. Di vendette meditate e attuate solo in parte. Di sentimenti e canzoni. Di cose semplici, di New Orleans. Di alcool e sigarette, tanto alcool e tante sigarette. Di poesia.

giovedì 8 giugno 2006

Capitolo Otto

Baggio in panchina è la coda che sbatte è l'ottavo capitolo del saggio sui barbari di Baricco su Repubblica. Stavolta si parla di calcio.

mercoledì 7 giugno 2006

Iruben Me

Da quanto tempo...


C'è sempre neve al nord
con raffiche di vento
i mari non lo so
iruben me, baby
dagli occhi miei rovesci
da sette giorni
che se non torni qui
prevedo inondazioni!
Iruben me
Iruben me
Iruben me

Da notte fonda in poi (i mari non lo so)
violenti trombe d'aria (le mie emozioni)
la nebbia salirà
Iruben me, baby
variabili dal cuore
da sette giorni
che se non torni qui
prevedo inondazioni

Iruben me
Iruben me
Iruben me

Piove a dirotto sul mio viso
scrosciando a rivoli, andò
dal sangue ghiaccio come un sorriso
in fondo al sole
il nostro sole.

Ma se non torni qui
prevedo inondazioni

Iruben me
Iruben me
Iruben me



Zucchero

Mille

Raggiunto il traguardo delle 1000 visite da quando ho Shynystat (contatore serio)... mi sa che Andy in questo momento starà collassando sulla sedia ed in generale sarà verde di bile.

martedì 6 giugno 2006

Mat

Poi si dice che i matematici non servono; almeno questo nel mio recinto ingegneristico si vocifera. Sono menti eccelse, nessuno lo mette in dubbio, ma sono fuori della realtà. Lo diceva di sè proprio il mio professore di analisi. Ma, in Canada, tali scienziati hanno dato vita alla TRITARRA. Che è? In pratica è un nuovo strumento, parente della chitarra, fornito di corde a forma di Y. Il suono dovrebbe essere più pieno ed esotico. Se ne parla più diffusamente qui. Nell'aricolo si dice pure che il suono faccia un pò schifo, in realtà.


Adesso, dico io, questa non è la conferma del disagio mentale dei matematici?

Cose fatte oggi

MATTINA


- mi sono svegliato (che di per sè è rassicurante)
- ho fatto colazione e mi sono lavato (finalmente, direte voi)
- ho preparato la colazione a mio fratello e poi abbiamo fatto a botte sul divano... ovviamente mi ha distrutto...
- giretto sul web
- cazzeggio vario
- pranzo

POMERIGGIO


- partitona a Caesar III (ho distrutto una legione di Cesare in 12 secondi netti)
- studio (poco, ma studio)
- ascolto di musica
- creazione di un cd per Erasmo
- ascolto di musica

SERA


- vestizione con la maglia del Barça che mio padre ha portato direttamente dalla Spagna... mamma mia, sembravo... non lo voglio dire, mi vergogno... è un'offesa a lui... non posso... vabbè, parevo Belletti... (ih ih ih, chi credevate? sono umile, io...)
- partita a calcetto... ovvero mezza partita in cui ho giocato davvero bene, con due goal, lanci, difese, attacchi... poi...
- caviglia sfasciata
- il tempo restante l'ho passato in porta facendo il Buffon... no, non mi sono messo a scommettere nè (sigh) a farmi la Seredova...
- doccia, cena e ora qui.

lunedì 5 giugno 2006

Staserastasera

E anche stasera si fa qualcosa, stavolta però di tutt'altro genere. Vista la simpatia che ha suscitato la scorsa gif riguardo la serata suonereccia, anche adesso ho deciso di esprimermi graficamente:


Post inutile

Inutile è una parola piccola per questo post, forse più che altro infinitesimamente accessorio. Non so cosa voglia dire, ma eccomi qua ad esporre in bella forma cercando, per quanto mi è possibile, di non compiere alcun errore di sintassi. Sono qui, in pratica, per dar voce al nulla in quanto, adesso, non ho nulla da dire. Cosa aggiungere? Forse è difficile dire di più, descrivere l'aria che mi circonda, così piena ma anche così vuota. Oppure tratteggiare i lineamenti di questa mattina cominciata troppo presto (è sempre troppo presto quando il sonno chiama) ma troppo tardi per tanto altro. I colori sono sempre gli stessi, quelli di questa casa e di questo schermo, della colazione fatta, del caffè da fare per l'ennesima volta; e quelli del sole, fuori. I suoni, del ticchettare delle mie dita sulla tastiera, delle auto che sfrecciano, piene di persone con e senza fretta, le voci dei passanti che passano, alcuni, che si fermano, altri. Il libro che attende, aperto, sul tavolo, come sempre. Famiglia sparsa per Gaeta e per l'Italia. Amici, pure. C'è chi c'è e pure chi ci deve essere, sul messenger. Amy Lee che canta Halo e gli Stadio con il loro Disperato bisogno d'amore provano a tenermi compagnia in questa mattina ed in questi fugaci attimi in cui prende corpo il post inutile. E sta venendo alla luce - seppur inutile, ribadisco - bello e forte, lungo e compatto, con pause, virgole e gli immancabili punti.

domenica 4 giugno 2006

Oggipomeriggiopropriooggipomeriggio

Non dico altro, lascio solo una gif qui di seguito che descriverà sinteticamente il prosieguo del mio pomeriggio:


sabato 3 giugno 2006

Cardiologia

Che si gioca per vincere e non si gioca per partecipare
Chi è ferito e non cade, ma continua ad andare
A sbattersi nel buio e a farsi vedere
A sanguinare di nascosto e a pagare da bere
A goccia a goccia, ma tu guarda, il mio cuore mangiato
L’amore ha sempre fame, non l’avevi notato
E dice sempre con disinvoltura
Senza paura dice: “mai”, senza paura mai.

Che si veste di bianco per scandalizzare
E compra rose a dozzine
E fa curvare i pianeti e fa piegare le schiene
Che si gioca per vincere e chi vince è perduto
Con una chiave ed un numero in mano
Tutta la notte aspettare un saluto
E a pensare: “ti amo”

Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata
E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata
E macina la sabbia dentro i mulini a vento
E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo
E poi l’amore indecente, che si lascia guardare
L’amore prepotente che si deve fare
E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente
Chè dell’amore non si butta niente


Francesco De Gregori

A forest

Come closer and see

See into the trees

Find the girl

while you can

 

Come closer and see

See into the dark

Just follow your eyes

Just follow your eyes

 

I hear her voice

Calling my name

The sound is deep

In the dark

I hear her voice

And start to run

Into the trees

Into the trees

 

suddenly i stop

but i know it's too late

i'm lost in a forest

all alone

the girls was never there

it's always the same

i'm running towards nothing

again and again and again…


The Cure

venerdì 2 giugno 2006

Capitolo Sette

Un altro articolo cannato, sigh. Dal titolo bisogna guardare l'animale. Sempre Baricco a condurre le danze.

Parole. Silenzio.


Inestricabili dita.


Respiro che sbatte.


Sguardo che muore.


Silenzio. Parole.

Continuo a tifare Juve, nonostante tutto. E soffro, perchè non credo di meritarmi ciò che giustamente mi piove addosso. Non intendo minimamente retrocessionipenalizzazionieviadicendo ma l'etichetta, che sarà eterna, di ladro. Un conto è il ladro che si diceva fino ad un mese fa, un altro è il ladro di oggi. Io, Emanuele, come ogni tifoso ingenuo ed innamorato, non lo merito.


Ma, come dico da anni, sarebbe così scaldaloso vedere Zeman a Torino? In B, in A...

Capitolo Sei

Maledetto me che mi sono distratto. Oggi è uscito il nuovo capitolo di Baricco ed io non ho comprato il giornale, forse per la pioggia, forse per il freddo, forse per la pigrizia. Acciderboli. Corbezzolina. Porchetta l'oca. Va bene, ritorno in me. Il titolo è se una cosa vende molto, vale poco e si comincia ad esaminare l'assedio della prima roccaforte da parte dei barbari.