"Il sabato era il giorno del tacchinaggio"
"Eh?"
"Il sabato era il giorno del tacchinaggio.... rubare"
"mmm... Taccheggio... mmm... ahahahah"
"Il sabato era il giorno del tacchinaggio"
"Eh?"
"Il sabato era il giorno del tacchinaggio.... rubare"
"mmm... Taccheggio... mmm... ahahahah"
Ha inventato la "chitarra del rock", la Gibson Les Paul. E ieri se n'è andato. Addio, riposa in pace.
... non penso che ti scorderanno Jimmy Page, Slash, Richie Sambora, Ace Frehley, Neil Young, Stef Burns, Bob Marley, Eric Clapton, Ray Toro, Steve Jones, Billie Joe Armstrong, Zakk Wylde, Carlos Santana, The Edge, Paul McCartney... e troppi troppi troppi altri...
E’ piovuto il caldo
Ha squarciato il cielo
Dicono sia colpa di un’estate come non mai
Piove e intanto penso
Ha quest’acqua un senso
Parla di un rumore
Prima del silenzio e poi…
E’ un inverno che va via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di spazio
E tempo non ne ho dato mai
Seguo il sesto senso
Della pioggia il vento
Che mi porti dritta
Dritta a te
Che freddo sentirai
E’ un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di tempo
E spazio non ne ho
Dato mai
Malika Ayane
Sembra un cambio di rubrica, ma non lo è. Questo è solo per mostrare la verità che c'è nel proverbio "Tale borsa, tale borsett...."........ ehm, che caxxo dico? Il proverbio è "Tale madre, tale figlia"
SorellinaPaperina: "Vabbè Mammaval, per uno shampoo? Io qui dentro ho le pile!!!"
Inutile dire che anche questa è vera. Sorellina, ammettilo che è vera nei commenti, che non mi sto inventando tutto!
Ormai non sevo più a niente, non invento... annoto solamente! La realtà supera ogni fantasia. Questa è di sabato, a spasso per Pisa a prendere una granita per festeggiare il compleanno di Papà Andy che di lì ad un'oretta sarebbe giunto (Auguri ancora Papendiiiiii)
Mammaval: "Ma che è che pesa così tanto?"
Pikkoloema aguzza vista, udito ed altri 15 o 16 sensi al massimo delle proprie possibilità.
Mammaval: "... mmm... ah, era solo lo shampoo.... NOOOO!!! Mi frego da sola!!!!!"
Oggi vi sparo la più semplice di tutte. Ovviamente quando andate di fretta e con soli ingedienti confezionati e assolutamente non artigianali.
PASTA AL PESTO
Lessate la pasta. Scolatela. Aggiungete il pesto, girate e mangiate.
Breve, no? Dai, cerchiamo di arricchirla un pò. Intanto vi dico che è il piatto principe di Genova. E vi aggiungo che è il piatto preferito (probabilmente) di Zia Biancoletta. Se state dicendo "chissene...", va bene, ma non glielo fate sentire che s'incazza con me dopo (quindi sussurratelo e ditelo tra voi ed i vostri neuroni). Ok. Io vi consiglio di usare, come pasta, le trofie; vanno bene anche gli strozzapreti (eventuali preti rimasti impigliati toglieteli, mi raccomando...). Lessate usando acqua e sale (non in parti uguali!!!!!). Poi, come detto, aggiungete del pesto e girate. Io consiglio anche di sbriciolare una patata bollita. E se volete, due fagiolini (cotti).Mah, seguirete mai questi consigli?
Fatto. Come direbbe la Parodi... Cotto e mangiato. Io dico... ciò che non ti uccide, ti rende più forte!
Questa de L'Antefatto, sembra una bella iniziativa. Che partirà a Settembre. Forse.
E ci saranno a firmare gli articoli... Marco Travaglio, Antonio Padellaro, Peter Gomez, Bruno Tinti, Marco Lillo, Paolo Flores D'Arcais, Katia Malavenda, Flavio Oreglio, Alessandro Bergonzoni, Oliviero Beha, Gianni Barbacetto, Loris Mazzetti, Furio Colombo, Pancho Pardi, Vauro, Francesca Fornario, Paolo Triestino e tanti altri...
Altra ricetta, ormai sono lanciato nel firmamento. E anche stavolta un altro pezzo di buona tradizione contadina (io sono di Gaeta, famosa per il mare... quindi abbastanza distante dall'essere contadino; potete trarre le vostre conclusioni)
PASTA E PATATE
Prendere una/molte patate. Ricordo che non vi fornisco quantitativi perchè l'unico limite è la capienza delle vostre fauci. Prendete la patata, guardatela e lavatela dalle impurita che probabilissimamente vi saranno sulla superficie. I più superficiali diranno: "E' ovvio, spesso vi è la terra! Bisogna ripulirla dalla terra!". No, dico io! Non so perchè, ma questo simpatico tubero che tanto ha fatto e continua a fare per l'unimanità (come le patatine fritte o gli gnocchi), è un pò visto come un ortaggio di serie b. I pomodori sono trattati con tutte le cure, ad esempio, hanno posto in prima fila in frigorifero. Poverini, loro sono delicati! Le zucchine, anch'esse, spesso vivono in frigo, perchè si conservino belle verdi più a lungo! Dell'insalata non ne parliamo, oppure delle melanzane che tutti adorano (vi deluderò... non io!) e che trattano con tutti gli onori sperando che "parmigianizzino" in fretta... le papate no! Spesso le patate, povere piccole brutte anatroccolesse, vengo spedite fuori il balcone. Tanto sono dure. Tanto resistono al freddo. Tanto. Pensate alle patate, soffrono il freddo per noi, vengo relegate in sacchetti brutti anche a vedersi, sono sempre in disparte anche se sono sulle tavole un giorno sì e l'altro pure.
Adotta una patata e lei ti sarà riconoscente!
Vabbè, dopo questa digressione tuberofilosofica, posso continuare. Lavate la patata non ancora sbucciata, poi prendete il coltello e datevi da fare. Oddio, molti usano lo sbucciapatate; io ho rischiato la vita tentando di usarlo in casa di Zia Clizioletta. Se sapete farlo, bene; altrimenti desistete e fate come facevano gli antichi. Ossia patata in una mano e coltello in un'altra. Se siete in una famiglia di militari potete usare qualche recluta per pelare le patate; aspettate che faccia una caxxata qualunque e la mettete a sbucciar qualche quintale di patate, così voi sarete sollevato da un impegno, e lui ne guadagnerà in disciplina. Insomma, sbucciata la patata, sciacquatela nuovamente (bene) e poi asciugatela. Indi riducetela in cubetti di circa 1 cm di lato (thanks to Zia Bricioletta per le misurazioni); mi raccomando, serve precisione assoluta. Un righello può fare al caso vostro. Per un'accortezza ancora maggiore e per un gusto più squadrato, usare anche una livella da muratore a controllare la perizia del lavoro. Bene. Adesso, prendete una pentola, versate poco olio sul suo fondo e un pò di cipolla. Fate andare a fuoco basso a soffriggere, quindi, velocemente, buttate le patate e un pò d'acqua. Sale. Brodo granulare o dadoso. Forse pure un pò di sedano. E una goccia di salsa che male non fa. Lasciate cucinare a fuoco basso. Nel mentre, se volete, potete andare a stendere i panni oppure imparare l'intro di Nothing Else Matters al banjo (così per dare un tocco esotico). Quando vedete che le patate si sono più o meno suicidate per bene (per rendervene conto, infilzate qualche cubetto con una forchetta. Se si infilza e non sentite gridare, è proprio morta suicida per benino) aggiungete un bel pò d'acqua e gettate la pasta. "Ma come?" direte voi "perchè gettarla via?". Avete ragione! Riprendete la pasta dal cestino dove l'ate buttate e affogatela nella pentola patatosa. Aspettate fino alla cottura del grano e spegnete il fuoco. Prendete il mestolo, impiattate e... buon appetito!
Fatto. Come direbbe la Parodi... Cotto e mangiato. Io dico... ciò che non ti uccide, ti rende più forte!
Riecco Pronto e Pappato, la mia simil-rubrica di simil-cucina. Cose che mangio e che, a volte, mi capita di cucinare. Oggi un piatto non molto estivo, a dir la verità; comunque, uno dei miei preferiti.
PASTA E LENTICCHIE
Ok. Questa è difficile nella sua semplicità. Perchè? Capirete in seguito. Bisogna prendere una pentola (qui a Livorno è nello stipite sotto i fornelli; a Gaeta, sotto il lavandino; a casa vostra... che caxxo ne so? Cercate!) e posizionarla con cura sopra un fornello. Versare acqua (non tanta, ma nemmeno poca) e mettere uno (o due) spicchio(i) d'aglio, un pò di sedano e le lenticchie. Qua sono le difficoltà di cui vi parlavo. Bisogna scegliere le lenticchie UNA PER UNA pena morte per asfissia (una lenticchia troppo grossa di traverso può provocare spasmi indicibili, fuoco di S.Antonio e prurito sparso, oltre la controindicazione della già citata morte); la lenticchia deve essere piccolina, di forma leggermente a disco volante, di colore preferibilmente scuro (io preferisco le lenticchie più scure sempre per la solita storia che il nero sfila). Dopo aver perso dalle 5 alle 6 ore (ecco perchè si dice che pasta e lenticchie è lunga da fare) nella scelta attenta di questo simpatico legume, si può finalmente "svacantarlo" (ricordate cosa significa, vero?) in acqua, accendendo il fuoco (medio o basso) e lasciando il tutto a fare plof plof (o blob blob a casa di Enrico Ghezzi). Ah, dimenticavo... un pochino di sale ci sta bene (poco). Ah, dimenticavo ancora... l'olio! Questo è importante! E se volete un gusto più ricco e rotondo (termine culinario che non significa un emerito... legume, restando in tema) aggiungete un pò di dado o di brodo granulare. Inoltre, per rendere il gusto da rotondo a sferico si può (io lo faccio solo ogni tanto, non sempre) aggiungere un pò (pochissima) salsa di pomodoro. Si lascia, come detto, fare plof plof (o blob blob) per un bel pò (più si lascia e meglio è, secondo me). Io, ad occhio, mi regolo guardando l'acqua; deve cominciare a riassorbirsi e deve essere scura. Quindi, se riesco a specchiarmi dentro, non va ancora bene, perchè troppo chiara e troppa (potete in questo caso chiedere "Chi è il più bello del reame?" e aspettare che le lenticchie vi rispondano); quando invece vedete quest'acqua scura e comunque meno di quella iniziale (ma, sia chiaro, ci deve essere abbastanza liquame), siete quasi al capolinea. Infatti non dovete far altro che alzare leggermente il fuoco (per i decelebrati, significa aumentare il getto di gas, non sollevare il piano cottura) aspettando di veder l'acqua bollire e aggiungere la pasta. Io consiglio pastina (tipo stelline, aghetti...) anche se possono andare anche tubi, tubicini, tubetti e pasta per minestra in generale. Se non avete niente da fare, consiglio di scegliere ONE BY ONE anche la pasta, così da poter dire di aver fatto un controllo di qualità perfetto. Attendere a questo punto fino alla cottura della pasta. Io consiglio di impiattare con poca acqua, quasi nulla (insomma, non molto brodoso) e lasciar riposare per qualche minuto. Così si arriva alle 12 ore consecutive e facciamo conto pari.
Fatto. Come direbbe la Parodi... Cotto e mangiato. Io dico... ciò che non ti uccide, ti rende più forte!
Sapete, stanno per tornare i Creed. Reunion, tour e nuovo album. Voglio postare una canzone, una loro canzone apparsa online da qualche giorno. Questa, credo, è la prima uscita dall'annuncio della reunion... ed è per te, Amico.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=gW1OZC8tlfc&hl=it&fs=1&]
E voglio aggiungere...
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=QhIQMvyX6T8&hl=it&fs=1&]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=4wKfp_5ySns&hl=it&fs=1&]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=UAS6daVLT5U&hl=it&fs=1&]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=T23DkTPpsmA&hl=it&fs=1&]
... e poi, ovviamente...
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=DmBFW9liWMU&hl=it&fs=1&]
Se non sbaglio, poi (tocca anche a me violentarmi)...
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=13OKW4e_sQg&hl=it&fs=1&]
E finisco con...
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=XddO6wr_FgU&hl=it&fs=1&]
Ciao. Amico.
BUFFON - Zia Biancolina 7 "se non ci fosse stato lui avremmo di sicuro subito molti più goal" - Pikkoloema 7 "Buffon è Buffon"
CANNAVARO - Zia Puccoletta 5 - Pikkoloema 5.5
CHIELLINI - Zia Brindisioletta 4 "Perchè? Stava giocando?" - Pikkoloema 4 "Davvero inguardabile, purtroppo"
LEGROTTAGLIE - Zia Vecchioletta 6 - Pikkoloema 6
DOSSENA - Zia Ziolettola 5 "Ha segnato! Peccato abbia sbagliato porta... l'autogol se lo poteva risparmiare" - Pikkoloema 6
GROSSO - Zia Bruciolet 6.5 "Sempre molto generoso. Peccato non sia servito" - Pikkoloema 6.5 "E' fatto per giocare in Nazionale. Con questa maglia dà sempre qualcosa in più"
ZAMBROTTA - Zia Biancolet 6.5 "Si può fare di più, ma ha giocato bene" - Pikkoloema 5.5 "Sottotono"
PIRLO - Zia Fantacalcistiolina 4 "Non ha creato gioco" - Pikkoloema 5 "Se non gira lui, non gira l'Italia"
DE ROSSI - Zia Espertissimoletta 5.5 - Pikkoloema 6
MONTOLIVO - Zia Nonsochealtrodireoletta 5 - Pikkoloema 6 "Ha avuto il merito di contribuire a cambiare la prima partita"
CAMORANESI - Zia Juventinoletta 7 "Corre, corre, corre..." - Pikkoloema 6
PEPE - Zia Peruginoletta 6 "Una piacevole sorpresa" - Pikkoloema 6.5 "Ammetto che mi ha ben impressionato. Se continua così, mi ricrederò"
QUAGLIARELLA - Zia Facebookkioletta 5 - Pikkoloema 5
TONI - Zia Inkazzatoletta 2.5 - Pikkoloema 5 "Servito come al solito malissimo, oltre le sue caratteristiche. Ma ci mette del suo, oh se ce lo mette..."
GILARDINO - Zia 5 - Pikkoloema 5.5 "Lasciato troppo solo"
IAQUINTA - Zia Niconeve 6 - Pikkoloema 6.5
ROSSI - Zia Troppolontanoletta 7 - Pikkoloema 7 "Il folletto che dovrebbe giocare sempre e che sarà il futuro"
Nuova rubrica. Mi trovo in casa da solo, in questi giorni. Ergo, sto cucinando per me ed il mio stomaco. In effetti mi sto divertendo a giocare con fuoco, ingredienti, piatti e quant'altro. Ho imparato termini come "impiattare", "dorare" e "pimienta negra" (normalissimo pepe, ma la confezione è spagnola...).
Voglio condividere con voi le mie piccole scoperte culinarie, cose normalissime ma per me, comunque, "avanti"; ovviamente non posso far a menodi ringraziare la mia guida spirituale, la Vecchia Zia Brindisioletta che, mediante dimafono, guida la mia mano ed il mio palato consigliandomi e vietandomi caxxate madornali. Il resto è a me. Vi sparerò qualche ricettina, così che, chi vuole, può imparare con me man mano. Spiegherò male, già lo so, ma...
RISOTTO AL CURRY
Prendere un pò di cipolla e tagliarla piccola piccola piccola senza distruggersi le dita; ad ogni modo far attenzione a non tagliarsi le unghie che neanche cucinate fanno bene. Prendere una padella, mettere un pò d'olio e aggiungere la cipolla (quella tagiata venti secondi fa, idiota) lasciando soffriggere piano piano. Dopo un ragionevole (breve) lasso di tempo in cui la cipolla dovrebbe essersi dorata (mi raccomando NON laccata, dorata proprio, sennò è tarocca!) prendere un'adeguata quantità di riso e "svacantarla" (termine dialetto-gaeto-culinario) nella padella. Siamo a metà della pietanza (risotto). E' il momento dell'altra metà, ossia il curry. Spolverare tutto il riso nella padella con questa spezia rossa, abbastanza abbondantemente. Poi, acqua. Un discreto pò, a sommergere il tutto (vabbè regolatevi ad occhio, io non darò praticamente mai le dosi, dipende dalla capienza dei ventri, solitamente). Comunque, girare, girare e rigirare. Il colorito deve essere un arancio-giallino. In caso sia tropppo giallo, aggiungere curry. Se troppo rosso, chiamare i Vigili del Fuoco perchè il voltro palato potrebbe prendere fuoco nel breve futuro (a meno che non sia Carnevale, potreste travestirvi da drago...). Insomma, aspettare fino al riassorbimento dell'acqua. A questo punto è fatto. Ultimo tocco di classe: aggiungere e sciogliere nel riso una noce di burro. Per una noce di burro non bisogna prendere lo schiaccianoci, ma un pezzo di burro (questa è una cosa che o la sai o la impari a tue spese).
Fatto. Come direbbe la Parodi... Cotto e mangiato. Io dico... ciò che non ti uccide, ti rende più forte!